Oggi ospite sul Blog Edy Tassi, autrice di "Ballando con il fuoco"

Cari lettori e lettrici, 
come promesso e anticipato qualche giorno fa, ecco l’intervista con Edy Tassi, autrice di “Ballando con il fuoco”, appena uscito per Harlequin Mondadori in una nuova edizione per le librerie (a dimostrazione di quanto la casa editrice abbia creduto in quest’opera). 

Ciao Edy e benvenuta nel Blog. 
Hai scelto il connubio danza/amore, mettendoci il tuo tocco personale: c’è un po’ di tuo nel mondo alle spalle di Arianna e Nicholas? Hai avuto esperienza diretta di questo ambiente così particolare?
Ciao Amarilli, prima di tutto grazie di questo spazio che mi dedichi e della bella recensione che hai fatto al mio libro. È un piacere rispondere alle tue domande.
Dunque, mi chiedi se c’è del mio nella storia di Arianna e Nicholas. Direi proprio di sì. La danza è la mia passione da sempre. Ho cominciato a studiare danza classica a sette anni, perché avevo un piccolo atteggiamento scoliotico, ma non potevo fare nuoto perché soffrivo di gola, così l’ortopedico suggerì la danza. All’inizio lo facevo più per dovere che per piacere, ma alla fine, a parte una breve interruzione durante le medie (il periodo della preadolescenza è quello in cui si mette in discussione tutto, no?), ho continuato a studiare e a ballare fino a trentadue anni. Quindi direi che di danza ne ho respirata parecchia. E quando ho deciso di scrivere il mio primo romanzo mi è sembrato naturale ambientarlo in una compagnia di ballerini, qualcosa che conoscevo molto bene e che sapevo avrei saputo descrivere con una certa naturalezza.

Mi ha colpito il fatto che sia Nicholas che Arianna risultino accomunati da una figura materna non proprio positiva: entrambe le madri in questione sono così concentrate su se stesse e sul raggiungimento dei propri obiettivi che corrono il rischio di nuocere ai propri figli. E’ una coincidenza o una scelta voluta?
No, non è una coincidenza. Quando ho cominciato a pensare alla trama del libro, volevo che i protagonisti vivessero un forte conflitto interiore. Noi viviamo con il mito della madre martire, che si sacrifica per i figli. E io mi sono domandata che cosa può succedere se, invece, si ha a che fare con una madre che è l’esatto contrario. Non una madre martire e nemmeno una madre equilibrata, ma egoista.

E adesso veniamo a te. Sappiamo che sei una bravissima traduttrice di professione. Cosa ti ha spinto a passare dall’altra parte della barricata, mettendoti in gioco personalmente?
Potrei dire che in realtà è avvenuto il contrario! Ho sempre desiderato scrivere e questo desiderio mi ha fatto approdare alla traduzione. Anni fa ho partecipato a un concorso organizzato da Harlequin e Donna Moderna. In palio c’era la pubblicazione di un Harmony (ricordo ancora che vinse Maria Lucetta Russotto, con Ci sono più cose). E grazie al quel concorso ho conosciuto l’editor che poi mi ha fatto cominciare a tradurre. Ho tradotto Harmony per diverso tempo e poi ho provato a cimentarmi con altro. Pian piano i committenti sono aumentati e adesso tradurre è a tutti gli effetti la mia professione, che per altro adoro, perché mi permette di spaziare fra tanti generi: romanzi per ragazzi, memoir, manuali di self-help, romance, insomma, non mi annoio mai!
Ma ovviamente il sogno di scrivere c’era sempre e ho continuato a cercare di realizzarlo. C’è voluto parecchio, ma insomma, chi la dura la vince, no?!

Perché la scelta del genere erotico? Ti è venuta voglia seguendo l’esempio di tante autrici che hanno accettato questa sfida oppure ti sentivi portata comunque per questo genere?
Be’, diciamo che la decisione e maturata dietro una calda sollecitazione della Harlequin Mondadori. Nel senso che io mi ero incaponita a voler pubblicare per loro, ma come si sa, la roccaforte Harlequin è dura da espugnare. Alessandra Bazardi, che allora era la direttrice editoriale, mi disse: o scrivi un erotico o scrivi uno storico, se no da qui non ne usciamo. Proprio non mi sentivo all’altezza di uno storico e così ho deciso di provare con l’altro genere. Non sapevo se ero portata o no. Sapevo che le traduzioni delle scene di sesso mi venivano bene, ma da lì a scriverne... Però mi sono buttata e il risultato è Ballando con il Fuoco.

Hai avuto dei modelli di riferimento mentre scrivevi?
Onestamente, no. Ho letto davvero pochi erotici. Non volevo uniformarmi a uno stile, anche perché sentivo pareri discordanti e sarebbe stato difficile scegliere un modello di riferimento. Ho preferito scrivere quello che piaceva a me, come piaceva a me, tenendo presente quello che avevo letto nei libri di scrittura che mi ero studiata negli anni, certo, ma cercando di tirare fuori quello che è per me un romanzo erotico.

E ora? L’arrivo in libreria come scrittrice è un traguardo certamente importante, ma quali sono i tuoi progetti per il futuro (se ci puoi anticipare qualcosa).
Sì, essere in libreria è davvero un traguardo che non mi ero aspettata. Quando mi hanno informata, dico la verità, per un attimo mi sono commossa e non riuscivo a stare ferma dall’euforia. Sono andata proprio in tilt. Ma guardando al futuro, ovviamente c’è sempre la traduzione, che mi dà di che vivere (più o meno ;-)), e poi sto scrivendo ancora. Ormai sono in consegna con il secondo romanzo, un altro Passion, stavolta ambientato a Como, che dovrebbe uscire a fine anno. Scriverlo è stata dura e posso confermare quello che si dice: il secondo libro è mooooolto più impegnativo del primo. Se il primo è andato bene, vuoi dimostrare che non è un caso, se è andato male, vuoi dimostrare di saper fare di meglio, quindi lo stress c’è. Ma anche qui ho cercato di scrivere qualcosa che piacesse a me. Ora incrocio le dita!

Un ulteriore grazie a Edy e anche noi incrociamo le dita, in attesa di leggerla ancora!!!
Amarilli73

2 commenti:

  1. è già alla sua seconda edizione (2013) un Manuale di “auto aiuto”, tutto italiano: quasi 600 pagine, guidate, con esercitazioni pratiche, consigli psicologici concreti "per italiani", prescrizioni nutrizionali e naturopatiche, 13 test psicologici ed indici aritmetici di avanzamento per verifica dei progressi fatti a casa propria.
    Non esistono in America manuali pratici con indici numerici di calcolo della propria crescita personale! Comunque sono orientati al modo di pensare e vivere dell'americano medio. Molto diverso dal tipo di vita di noi italiani.
    Si tratta de "Il manuale pratico del benessere" (Ipertesto Editore) patrocinato da club UNESCO: non promette di guarire chi sta male, ma di evitare di ammalarsi facendo procedure salutiste quotidiane ! Un manuale di vera prevenzione casalinga (anche secondaria e terziaria), ma non proprio di cura.

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  2. che bello sentire i commenti dell'autore, soprattutto di un libro che da quando è uscito lo voglio leggere!

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