Pensieri e riflessioni su "I viaggi immaginari" di Edgar Allan Poe

Titolo: I viaggi immaginari. Esplorazioni stravaganti e impossibili in giro per questo e altri mondi 
Autore: Edgar A. Poe
Editore: Gargoyle
Collana: Extra
ISBN: 8898172206 
ISBN-13: 9788898172207 
Pagine: 326 

Sinossi:
Dove porta un'immaginazione vivace e fertile come quella del tenebroso Edgar Allan Poe? Dovunque ci sia una storia inquietante da raccontare, nei luoghi noti del pianeta, ma anche ai confini del mondo, avanti e indietro nel tempo, a esplorare le realtà che costituiscono l'immaginario collettivo del suo tempo e sovente ad anticiparne quello futuro. Seguendo le sue ossessioni, ci accompagna nell'esplorazione delle Montagne Rocciose, allora ancora terra incognita; o ci coinvolge nelle rischiose navigazioni attraverso i Mari del Sud; o ci proietta a ritroso nell'Oltremondo della mitologia classica e nel regno delle fate, e poi, in avanti, verso la Luna; o, infine, cosa ancora più straordinaria, verso un futuristico e improbabile universo fantascientifico in cui gli stravaganti scienziati ci mostrano esperimenti ancora più stravaganti. Racconto dopo racconto, il lettore assiste al comporsi della straordinaria cartografia di un mondo sempre sospeso tra realtà e fantasia, tra sogno e incubo, un mondo di luoghi fisici e metafisici al centro del quale c'è sempre l'uomo.

Il mio pensiero:
Definire Poe come uno scrittore dall'immaginazione vivace forse è fin troppo riduttivo. Poe è prima di tutto un autore poliedrico, che anela la sperimentazione di generi e tecniche di scrittura completamente diversi tra loro. Un personaggio geniale, dotato di una mente sconfinata. Ed è così che ci condurrà in un viaggio attraverso zone inesplorate per l'epoca come la catena delle Montagne Rocciose, alla ricerca del famoso Passaggio a Nord Ovest. Oppure ci accompagnerà oltre la morte, immaginando un dialogo che possa far comprendere quale segreto possa celarsi al di là della vita. 
Un visionario che, addirittura prima di Jules Verne, immagina il viaggio verso corpi celesti diversi dalla Terra. Addirittura riesce a considerare la fine del mondo, elaborando riflessioni che assomigliano in modo inquietante alla nostra situazione attuale.
Poe scrive questi racconti tra il 1833 e il 1849, senza mai aver viaggiato nei posti che descrive ( o almeno così si pensa, anche se qualcuno ipotizza un suo viaggio in Europa tra il 1827 e il 1832), ma lasciando briglia sciolta alla sua fantasia, mostruosamente vasta.

Come scrivevo sopra, è sorprendente come Poe sia riuscito anche ad anticipare molti temi che, al giorno d'oggi sono di estrema attualità; la conquista dello spazio è solo la prima di tante idee quasi profetiche. Ad esempio, ne L'isola della fata, l'autore affronta il rapporto fra l'Uomo e la Natura e di come il primo cerca di sottomettere la seconda alle sue necessità. 
Per citarne un'altra, vi dice qualcosa un asteroide che attraversa l'atmosfera della Terra, provoca forti alterazioni nel clima e porta all'estinzione qualsiasi forma di vita sul pianeta? 

Questo primo senso di dolore consisteva in una contrazione crudele del petto e dei polmoni e in un'insopportabile secchezza della pelle. Non si poteva negare che l'atmosfera era stata radicalmente alterata; la composizione di quest'atmosfera e le possibili modificazioni a cui sarebbe stata soggetta erano ora gli argomenti di discussione.

Pensate che questo racconto, Conversazione di Eiros e Charmion, è stato scritto nel 1839. A questo punto direi che ogni ulteriore commento è superfluo.

Di contro, quello che mi ha portato ad attribuire un giudizio sufficiente ad un libro di uno scrittore così illustre è che avrei preferito un editing un po' più snello a questa raccolta. Il mood è quello delle vecchie antologie scolastiche e, se devo essere sincera, mi ha fatto tornare indietro ai tempi del liceo. A mio parere l'introdurre l'opera con una prefazione dettagliata, stipando poi i racconti uno dopo l'altro e con una traduzione che rispettasse l'originale, ha saputo valorizzare poco i contenuti geniali in favore di un purismo che, purtroppo, ha creato (e un po' mi vergogno a dirlo) una certa noia. Al posto di una singola prefazione, non mi sarebbe dispiaciuta l'idea di una voce narrante che si dipanasse tra i vari racconti, introducendoli, spiegandoli e collegandoli uno ad uno, creando un filo conduttore che ci portasse a fare un viaggio non solo tra le pagine del libro, ma anche tra le idee e nella mente di questo scrittore così irrequieto e tormentato.

Nonostante questa pecca, se siete amanti di questo autore non potete lasciarvi scappare questa antologia, vero ritratto dell'amore di Poe per il mistero celato nella fantasia umana.
Ambra

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