Pensieri e riflessioni su "L'ultima riga delle favole" di Massimo Gramellini

Titolo: L'ultima riga delle favole
Autore: Massimo Gramellini
ISBN-10: 8830425818
ISBN-13: 9788830425811 
Editore: Longanesi (La Gaja scienza) 

Sinossi:
Tomàs è una persona come tante. E, come tante, crede poco in se stesso, subisce la vita ed è convinto di non possedere gli strumenti per cambiarla. Ma una sera si ritrova proiettato in un luogo sconosciuto che riaccende in lui quella scintilla di curiosità che langue in ogni essere umano. Incomincia così un viaggio simbolico che, attraverso una serie di incontri e di prove avventurose, lo condurrà alla scoperta del proprio talento e alla realizzazione dell'amore: prima dentro di sé e poi con gli altri. Con questa favola moderna che offre un messaggio e un massaggio di speranza, Massimo Gramellini si propone di rispondere alle domande che ci ossessionano fin dall'infanzia. Quale sia il senso del dolore. Se esista, e chi sia davvero, l'anima gemella. E in che modo la nostra vita di ogni giorno sia trasformabile dai sogni.

Il pensiero di Sara:
E vissero felici e contenti. Chi non conosce questa frase? Chi, consapevolmente o meno, non ha cercato quella stessa felicità? Chi non si è domandato se esistesse davvero o se fosse meglio non credere alle favole? 

L’ultima riga delle favole di Massimo Gramellini prova a dare una risposta alle domande che ognuno di noi si è posto almeno una volta nella vita. Quale sia il senso del dolore. Se esista o meno l’anima gemella. Cosa sia la felicità. 

Tomàs è una persona come tante, la sofferenza ha scavato un vuoto dentro di lui, addormentando la sua voglia di vivere. Ma, una sera, si ritrova in un luogo sconosciuto, Le Terme dell’Anima, a cui si accede solo esprimendo un desiderio d’amore, in cui guarire le ferite che la vita gli ha inflitto. Comincia così il suo viaggio simbolico e interiore, attraverso luoghi come la Vasca dell’Io e del Noi o la Vasca dell’Agape, per uscire dalla gabbia di sofferenza e insoddisfazione in cui si è chiuso e comprendere alcune profonde verità sulla vita, i rapporti umani, la felicità. 

E’ una storia in cui è facile riconoscersi. A volte una perdita, un lutto, un amore sbagliato sono talmente difficili da sopportare che sembra più facile smettere di sentire. Quando si commette l’errore di far dipendere la propria felicità interamente da un’altra persona, e questa persona ci lascia, è facile rifugiarsi nel vuoto e nel cinismo. 

Nel suo viaggio Tomàs incontra Morena e Polvere, ulteriori facce del medesimo rifiuto nei confronti della vita e dell’amore: la disillusione, l’egoismo, la dipendenza da un amore malato. Con loro condividerà il percorso verso la comprensione, l’amore per sé stessi e per gli altri e il ritorno alla vita, che avviene attraverso un altrettanto simbolico riemergere dal mare, come una seconda nascita, ma che non tutti hanno il coraggio di compiere. E, alla fine, chi avrà il coraggio di rischiare troverà la persona che “ti condurrà alla scoperta di mondi che lei già conosce ma che non potrà più abitare senza di te”. 

Un libro che si legge tutto d’un fiato, ironico e dolceamaro, che si chiude con qualche risposta in più ma con la stessa fascinazione che provavamo da piccoli per i libri di favo
Sara

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