EVENTO SPECIALE "IL MESE ASIMOV": FONDAZIONE ANNO ZERO


Cari lettori, sul blog continua questo EVENTO bellissimo, in occasione del nuovo #OscarDraghi dedicato al più celebre ciclo narrativo della fantascienza moderna (CICLO DELLA FONDAZIONE): lo stiamo rileggendo tutto!!

Ovviamente, non in ordine di pubblicazione (come li abbiamo letti noi "vecchi" appassionati a suo tempo), ma in rigoroso ordine cronologico:

1) PRELUDIO ALLA FONDAZIONE
2) FONDAZIONE ANNO ZERO
3) PRIMA FONDAZIONE
4) FONDAZIONE E IMPERO
5) SECONDA FONDAZIONE
6) L'ORLO DELLA FONDAZIONE
7) FONDAZIONE E TERRA





Oggi è la volta di FONDAZIONE ANNO ZERO

L'impero galattico rischia la rovina: al suo centro la città di Trantor, capitale e cuore dell'Impero percorso da venti di rivolta, vacilla. 

E' l'ultima battaglia per Hari Sheldon, il creatore della Psicostoria, l'unico strumento scientifico in grado di prevedere il fututro ed eventualmente correggerlo. 

E' l'ultima battaglia per il misterioso Demerzel, mitico robot umanoide che da ventimila anni agisce sotto svariate identità nella Galassia per aiutare il pacifico sviluppo del genere umano. 
Una battaglia in cui non si possono più commettere errori.


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Rileggendo questo libro dopo 30 anni (!) mi accorgo con stupore di quanto poco rientri almeno questo volume nell'immaginario classico della #scifi: qui in realtà non ci sono astronavi o battaglie galattiche, tutto si svolge sull'unico pianeta di Trantor e gli unici elementi di spicco che veramente ci fanno capire che siamo nel futuro sono il fatto che della Terra si è persa ogni memoria, ci sono robot umanoidi e si sta sviluppando la psicostoria.

Eppure è un romanzo che tiene avvinti ancora, che ti fa andare avanti (anche se già ricordi qualche colpo di scena) e ti rende speranzoso di vedere l'evolversi del grande progetto di Hari Sheldon: poter prevedere a livello di statistiche e probabilità il procedere del genere umano, gli intoppi, le scarse possibilità di successo. 
In questo libro si gettano le basi per quelle che saranno le Fondazioni, si fanno i primi accenni alla Seconda, poiché compaiono Wanda Sheldon e i suoi mentalisti: ebbene confesso sin d'ora la mia predilezione proprio per questo nucleo. Ho sempre provato una rabbia profonda per lo spirito di sacrificio di questi uomini e donne rispetto all'arroganza della Prima Fondazione... e andando avanti si capirà perché.

Due note: questo libro resta incentrato su Hari. Quando abbiamo iniziato la lettura del Ciclo, noi "giovani" lettori lo abbiamo conosciuto soltanto come voce dell'Enciclopedia Galattica. Non si può comprendere cosa sia stato l'impatto (e la felicità) di trovarlo in carne ed ossa soltanto decenni dopo. Qui lo troviamo in tutta la sua bravura e fragilità umana, e provi dispiacere per la sua solitudine nonostante la sua grandezza.
E poi c'è Demerzel: sembra una figura ascetica, indolore, una sorta di divinità metallica. Ma andate a leggervi "Abissi d'acciaio" e il ciclo dei Robot, e capirete perché persino lui è una figura commovente, nel suo sopravvivere (inesorabilmente e da solo) all'umanità.

Amarilli

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