PENSIERI E RIFLESSIONI SU “LA FORZA DEL DESIDERIO” DI JESS MICHAELS

Titolo: LA FORZA DEL DESIDERIO
Autore: Jess Michaels
Pubblicazione: Aprile 2014
Editore: Mondadori
Collana: I Romanzi Extra Passion n. 39
Titolo Originale: For Desire Alone
Ambientazione: epoca regency

Sinossi - Mariah Desmond è stata tanto folle da innamorarsi del suo protettore, e da affidargli la sua sicurezza economica. Ora che è morto, scopre di essere senza un soldo. Costretta a cercarsi un nuovo protettore, questa volta è determinata a seguire la ragione e non il cuore, ma incontra John Rycroft. Questi prova da sempre una passione travolgente per lei, tuttavia non glielo ha mai fatto capire. Un doloroso passato lo rende inadeguato a vestire i panni del salvatore, però vedere di continuo Mariah flirtare con diversi uomini lo turba profondamente. Perciò la sottrae ai suoi corteggiatori e l’attira a sé, scoprendosi d’un tratto disposto a tutto per non lasciarsela sfuggire…

Secondo romanzo della serie Mistress Matchmaker. La serie, che si è aperta con EDUCAZIONE AL PIACERE (An Introduction to Pleasure) – nr. 33 de I Romanzi Extra Passion, proseguirà con “Her Perfect Match”, di prossima pubblicazione.

Il pensiero di Amarilli73

Di tutti i romanzi di Jess Michaels (praticamente tutti quelli sinora pubblicati da noi), questo è quello che mi ha convinto di meno. Rispetto al primo romanzo, Introduzione al Piacere, dove c’era una giovane gentildonna decaduta che sceglie di diventare una cortigiana rinunciando alla sua innocenza, Mariah è già mantenuta di un nobile da tre anni, quando si ritrova “vedova” (senza esserlo), senza mezzi e senza protezione.

Anche qui la Michaels punta a rivelare il lato umano e positivo di questa amante di lusso (non lo faceva solo per denaro, ma amava l’uomo che la manteneva), però a mio parere rimane troppo in superficie e non riesce a far provare empatia né con la protagonista né con il libertino di cui Mariah vorrebbe diventare la nuova protetta.

In realtà, l’aspetto più deludente è che manca una trama credibile, se si eccettua un canovaccio appena abbozzato e poco coinvolgente, con qualche dialogo che serve solo a fare da trait d’union a una carrellata di accoppiamenti plastificati, in stile conigli frementi, noiosi e tutti uguali. E la scena nella dark room (ma d’epoca regency) è il culmine dell’insulsaggine.
Insomma, ti viene da dire: ma dai…e non riesci a trattenere gli sbadigli neppure di fronte alla comparsa del cattivo di turno e alle sue minacce. 
Sembra quasi che la Michaels abbia perso la voglia di concludere la serie e non ci creda più. 

Mariah non ebbe paura di farsi male. Sentiva solo il caldo peso di John premuto contro di sé.
In quel momento tutto era perfetto.
Ma, in fondo al cuore, lei aveva la sensazione che la perfezione non sarebbe durata. 
Dopotutto, non era mai successo, prima.

Amarilli73

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