Review Party per "LA TORRE DEL CORVO" di Ann Leckie


PER SECOLI, Iraden è stata protetta dal Corvo, un dio che domina il territorio dall’alto di una torre nella cittadina portuale di Vastai. La sua volontà emana attraverso il Fittavolo, che con il suo tributo di sangue ne tiene in vita il potere. Sotto lo sguardo attento del Corvo, Vastai fiorisce, arricchendosi con i dazi che riscuote dalle navi di passaggio per lo stretto del Mare Interno.

Ma il Corvo si sta indebolendo. Il Fittavolo è scomparso e al suo posto ora siede un usurpatore, mentre ai confini si stanno radunando truppe straniere che hanno stretto alleanze con nuove divinità.

È in questo momento di pericolo che un dio – uno dei leggendari e temutissimi Antichi – vede giungere Eolo, al seguito di Mawat, erede del vero Fittavolo. E comincia a parlare, raccontando una storia che potrebbe aiutare Eolo e Mawat a fare giustizia. Così, mentre assiste il suo signore, Eolo scopre che la Torre del Corvo nasconde un segreto. Nelle sue fondamenta è celata una vicenda oscura che attende solo di essere svelata e di mettere in moto una catena di eventi che potrebbe distruggere Iraden per sempre.


Ann Leckie
La torre del corvo
Editore: Mondadori
* ringrazio la CE per la copia digitale
ISBN: 9788804732365
432 pagine
Uscita: 1 giugno 2021



Vai Eolo! Lascia questo posto! È tempo che io abbatta questa torre.

Può un libro offrire al contempo qualche pagina accattivante e poi un desolante sottofondo noioso?
Può, può, e in effetti questo è uno dei fantasy più noiosi che abbia letto in questi anni.
Della serie da darsi schiaffetti sulle guance per svegliarsi e costringersi a proseguire...

In realtà ne avevo sentito grandi cose, addirittura un retelling (molto libero) di Amleto: ok, infatti ho riconosciuto qualche elemento canonico, dal ritorno a casa dell'erede al padre scomparso, sino a uno zio antagonista e (per fortuna) a una pseudo-Ophelia ben più furba e decisa a non farsi trascinare nella sventura che incombe sulla famiglia del principe...

L'idea di partenza era abbastanza carina, però poi la Leckie s'è messa in testa di narrare tutto in seconda persona singolare (avete presente? Tu vedesti, allora tu facesti...) e poi intervallare con le vicende, si fa per dire, di un frammento di pietra caduta dal cielo più di diecimila anni fa, ferro e pezzi di peridoto, tipo divinità, e di altri dei minori o maggiori vissuti accanto agli umani nei secoli.
Banalmente: un'agonia di lettura.

Al solito, la mia cartina tornasole per capire il gradimento di un fantasy è il seguente: lo rileggerei?
Assolutamente no.
Si tratta di un libro pastoso, in cui si rimane invischiati almeno sino al 60%, poi migliora un po', quando si comincia a capire qual è il fulcro della storia, chi è il corvo, la pietra, eccetera, ma quasi niente cattura l'interesse.

Centinaia di pagine per rivelare tre cose in croce.
Sono sempre sincera, per me è stato davvero una sofferenza trascinarmi in fondo.

Amarilli




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