Review Tour per "ASSEDIO E TEMPESTA" di Leigh Bardugo (Grishaverse #2)


Ricercata per tutto il Mare Vero, perseguitata dal senso di colpa per le vite spezzate a causa sua nella Faglia d’Ombra, Alina, la potente Evocaluce, sta cercando di ricostruirsi una vita con Mal in una terra dove nessuno è a conoscenza della sua vera identità. Tuttavia, questo dovrebbe averlo imparato, non si può sfuggire al proprio passato. Né, soprattutto, ci si può sottrarre per sempre al proprio destino.

L’Oscuro infatti, che non solo è sopravvissuto alla Faglia d’Ombra ma ha acquisito anche un terrificante nuovo potere, è più determinato che mai a reclamare per sé il controllo della Grisha ribelle e a usarla per impossessarsi del trono di Ravka.

Non sapendo a chi altri rivolgersi, Alina accetta l’aiuto di un alleato imprevedibile. Insieme a lui e a Mal combatterà per difendere il suo paese che, in balia della Faglia d’Ombra, di un re debole e di tiranni rapaci, sta andando rapidamente in pezzi.

Per riuscirci, però, l’Evocaluce dovrà scegliere tra l’esercizio del potere e l’amore che pensava sarebbe stato sempre il suo porto sicuro. Solo lei infatti può affrontare l’imminente tempesta che sta per abbattersi su Ravka e nessuna vittoria può essere guadagnata senza sacrificio. Finché l’Oscuro vivrà – questo Alina lo sa bene – non esisterà libertà per il suo paese. Né per lei. Forse, dopo tanti tentennamenti, è infine giunto il momento di smettere di scappare e di avere paura. Costi quel che costi.

Leigh Bardugo
ASSEDIO E TEMPESTA
Serie: Grishaverse #2
Editore: Mondadori *
 * grazie alla CE per la copia digitale
ISBN: 9788804728740
300 pagine
Uscita: 19 gennaio 2021



«Continui a non piacermi, Starkov. Non mi piacerai mai.
Sei ordinaria e maldestra, e non so come tu possa essere nata con un tale
potere. Ma sei l’Evocaluce e se puoi salvare Ravka, combatterò per te.»


Continuo a pensare che sia stato un peccato leggere questa trilogia dopo la duologia di Sei di Corvi, perchè qui lo stile della Bardugo risulta molto influenzato da altre serie YA e dai loro elementi di successo (con eroina che si fa sciocchina e contraddittoria, eroe buono che si trasforma all'improvviso in terzo incomodo e l'eroe negativo che resta affascinante ma viene tenuto sulla corda, finché l'eroina non capisce cosa vuole veramente da se stessa).

Ecco, se già non spasimavo per Alina prima, in questo secondo volume più di una volta avrei voluto strozzarla. 
La Bardugo resta incerta se renderla credibile e darle un po' di durezza: in fondo, sarebbe anche ragionevole, viste le vicissitudini attraversate, quel certo ornamento che si porta appresso, perdite e lutti vari. Ma questa maturazione non avviene: semplicemente, Alina si ritrova sì trasformata, senza un vero perchè, in oggetto del desiderio per praticamente tutti i maschi dei dintorni. Insomma, anche lei un'eroina che non brilla per le sue capacità, ma del riflesso di tutti gli sguardi adoranti che rimangono fissi e non si spostano più.

Per quanto abbia un buon ritmo e presenti qualche bel colpo di scena, questo secondo volume è sostanzialmente una ripresa del primo: i nostri si ritrovano di nuovo inseguiti dall'Oscuro, cercano un ulteriore mito-amplificatore, ma paiono non avere imparato niente dal passato.
Ovvero che l'Oscuro è molto più furbo di loro.

Non vorrei dire, ma non è che in trecento pagine si facciano grandi passi avanti, anche perché la protagonista si perde in duecentomila paranoie tra "mi piace il bravo ragazzo" o "sono attratta dal cattivone" (ormai ampiamente sgamato)? 
E all'orizzonte appare pure una terza fonte di dubbio.

Nikolai è forse l'unica novità positiva e una buona ragione per godersi il volume: l'ho trovato brillante, il più scaltro e lucido di tutti, e molto corretto nei confronti della campagnola-santa. 
Quasi quasi spero che sia lui a giocare un ruolo chiave nella salvezza di Ravka.
Ok, leggerò di certo il terzo, perché a questo punto sono curiosa di vedere come ne usciranno stavolta.

Ps. A nessuno Nikolai sembra un'anticipazione di Kaz?

«Sai qual è il problema degli eroi e dei Santi, Nikolai?
Che finisce sempre che muoiono.»

Amarilli



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