Pensieri su "Restiamo solo amici" di Abby Jimenez
Kristen Petersen ha degli amici fantastici, per cui sarebbe disposta a fare di tutto. E il suo cane è un cucciolo adorabile, un terremoto di buonumore. Le cose sembrano andare a gonfie vele per lei, almeno finché non inizia a organizzare il matrimonio della sua migliore amica. I guai di Kristen assumono presto un nome e un cognome: Josh Copeland, il testimone. Josh è divertente, sexy e riesce a tenere testa al suo sarcasmo. Sa farsi amare proprio da tutti, persino dal cane di Kristen… Ma l’affascinante testimone ha da subito messo le cose in chiaro: desidera una grande famiglia. E Kristen non è sicura che i bambini facciano parte del suo futuro. Per questo si è convinta di dover tenere Josh a distanza, per il suo bene. Così che possa trovare qualcuno capace di dargli tutto quello che vuole. L’unica strada è confinarlo nel girone infernale della friendzone. Ma c’è un problema: nonostante gli sforzi di Kristen, è evidente che riuscire a resistere all’attrazione diventa ogni giorno più difficile…
Titolo: Restiamo solo amicidi Abby Jimenez
Serie: The Friend Zone #1
Editore: Newton Compton
Pagine 392
Uscita: 30 settembre 2021
Sono la prima ad ammettere l'errore clamoroso di leggere quasi tutti i romanzi della Jimenez, leggendo soltanto ora il primo, quello con cui ha esordito.
In effetti, se fossi partita da questo l'intera trilogia "The Friend Zone" mi avrebbe dato, probabilmente, un'impressione diversa. Non che non l'abbia amata, anzi, ma avrei comunque rivalutato la parte drammatica nonché l’evoluzione di Sloane in “Non voglio mica la luna”: ciò che nel secondo volume della serie mi era parso un filo "too much", ora acquisto un significato diverso, un'analisi del dolore e della perdita molto più coerente.
Non voglio dire che qui non ci sia la solita Jimenez che conosciamo: c'è una coppia caratterialmente ineccepibile (Kristen, bassetta ma intrepida, e Josh, vigile del fuoco, paramedico, artigiano, meraviglia ambulante, ecc.), anche se fatta di luce e di ombra; c'è un cane adorabile (l'elemento coccoloso immancabile nei libri dell'autrice), c'è un terzo incomodo (che pare uscito da un film d'azione), ci sono i girotondi di amici (quelli veri) e la rete familiare che resiste alle avversità (non una cosa tipicamente americana, in realtà).
E poi ci sono tematiche importanti come la salute femminile e la possibilità di realizzare sé stessi nonostante le aspettative di chi ci circonda.
Tuttavia, rispetto ad altri suoi romanzi dove si sorride quasi sempre, pur le pause di riflessione, qui si piange e si sente un certo senso di caduta nel vuoto. Molto umana.
Perciò, buon romance contemporaneo, ma raccomando fazzoletti a portata di mano.


























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