Pensieri su "Il fantasma del vicario" di Éric Fouassier

 

Parigi, marzo 1831. Non ha ancora ventiquattro anni, Valentin Verne, l’ispettore di polizia dal volto angelico ma dal cuore pieno di ombre, e già occupa un ruolo quantomeno originale in prefettura: è il responsabile dell’Ufficio degli affari occulti, un reparto non ufficiale creato per risolvere i crimini sovrannaturali, o presunti tali. Un giorno al suo cospetto si presenta una donna elegante, il viso dai lineamenti delicati sotto ricci ramati. Madame Mélanie d’Orval, moglie del ricco Ferdinand d’Orval, ha un peso sul cuore: dopo la morte della figlia adolescente, suo marito ha perduto il senno, finendo tra le grinfie di una specie di medium, Paul Oblanoff, un losco individuo che lo ha persuaso di poter entrare in contatto con lo spirito della defunta. Madame d’Orval è certa che a Verne basterebbe assistere a una seduta spiritica per smascherare l’impostura, ma l’ispettore, con la mente occupata da ben altri pensieri, affida il caso al suo collaboratore Isidore Lebrac. Proprio in quei giorni, infatti, c’è un importante sviluppo nell’indagine segreta che Verne porta avanti da tempo: la caccia al Vicario, il mostro che lascia dietro di sé cadaveri di bambini come l’orco delle fiabe, ora tornato a seminare il terrore nelle strade di Parigi, risvegliando in Verne ricordi fin troppo dolorosi. Tuttavia, quando a rischio c’è l’esistenza stessa dell’Ufficio degli affari occulti, minacciata dall’instabilità politica della Francia, il caso d’Orval potrebbe rivelarsi sorprendentemente cruciale.


Autore: Éric Fouassier
Titolo: Il fantasma del vicario
Editore: Neri Pozza
Pagine 323
Uscita: 23 gennaio 2026


SERIE: L'ufficio degli affari occulti (Le Bureau des affaires occultes )
1) L'ufficio degli affari occulti
http://www.sognipensieriparole.com/2023/01/pensieri-su-lufficio-degli-affari.html
2) Il fantasma del vicario
3) Le notti della morte blu
4) Il canto del male
5) Les Archanges de la nuit




«Io i ricordi me li porto qui dentro. E solo per quello che ci sono andato, per fabbricarmi dei sogni. Sono importanti i sogni, aiutano ad alzarsi ogni mattino».

Dopo quasi tre anni torno a leggere questa serie storico-poliziesca ambientata nella Francia della Monarchia di luglio. Alcuni volumi li avevo sulla pila, gli ultimi li ho acquistati in estate, ed eccomi di nuovo immersa nell'avvincente ambientazione creata da Fouassier per il suo ispettore Verne.

Pur essendo giovane (appena ventiquattro anni), Valentin Verne si è ritagliato un proprio ruolo nella prefettura parigina, a capo dell'Ufficio degli affari occulti, un reparto non ufficiale creato nel novembre 1830 per risolvere i crimini impossibili o apparentemente soprannaturali.
In realtà, è una posizione parecchio precaria, in quanto strettamente legata ai cambiamenti politici in atto: dopo la restaurazione, sul trono siede Luigi Filippo d'Orleans, inviso sia ai legittimisti (i monarchici che sostengono il ramo principale dei Borbone) sia ai nostalgici della repubblica pre-Bonaparte. Basta che cambi il governo, dunque, perché anche Verne perda il posto.

Come al solito, in ogni volume troviamo un'indagine principale (l'apparente truffa di un medium ai danni di un ricco borghese) e un filone più personale legato al passato di Valentine, già orfano, poi rapito e segregato da un uomo malvagio; dopo anni di caccia, il Vicario torna a tormentarlo molto da vicino, e sarà l'occasione per cercare la vendetta finale.

Per quanto l'ambientazione resti sospesa tra una perfetta ricostruzione storica e una cappa d'angoscia costante, la vicenda risulta appassionante. 
Continuo a pensare che sia una serie perfetta per gli amanti delle indagini e dei romanzi storici, un'idea originale che viene portata avanti in modo convincente.
C'è anche un aspetto romance, ma comunque marginale.

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