Pensieri su "LORD SIN" di Karen Hawkins

 
Scozia, 1812
Bello come il peccato, Alton Sinclair, detto Lord Sin, è sempre stato il sogno di ogni donna. L'unica che non ha avuto e che, anzi, ha osato umiliarlo pubblicamente, è stata Rose Balfour. E così sei anni dopo, quando intravede l'occasione di vendicarsi, decide di renderle la pariglia e prendersi ciò che lei gli ha negato. Ma la donna che si trova di fronte è uno sconcertante miscuglio di sensualità e senso pratico che lo incanta, e benché non si possa definire bella nel senso canonico del termine esercita sul suo corpo un richiamo irresistibile. Per giunta, anche Rose sembra incapace di resistere al fascino della sfida, cosa che promette di rendere la sua campagna di seduzione ancor più stuzzicante...


Titolo: Lord Sin
Titolo Originale: How to Capture a Countess
Serie: The Duchess Diaries #1
Autrice: Karen Hawkins
Editore: Harper Collins italia
Pagine 315
Uscita: 18 settembre 2012





«Rose, Lily e Dahlia Balfour. Misericordia, sono dei fiori o delle ragazze?»


Ritengo che questa serie (I diari della Duchessa) non si collochi tra le migliori della Hawkins, visto che il primo volume si è rivelato nella media, il secondo l'ho abbandonato e per il terzo ho raggiunto la fine a fatica.

Prima di tutto, non mi ha fatto impazzire proprio la duchessa del titolo, quella di Roxburghe, di cui restano impresse un’incredibile arroganza (“Ci sono delle volte in cui rimango colpita io stessa dalla mia brillante intelligenza”), una certa monotonia nel narrare le proprie memorie (ma a chi importano i paragoni con la sua giovinezza?) e un’evidente mania di combinare matrimoni impicciandosi nelle vite dei suoi figliocci.

Tra i molti, purtroppo, vi sono anche le figlie dell’ottuso orticoltore Balfour (che è stato così prevedibile da chiamarle Rose, Lily e Dahlia), protagoniste dei tre romanzi.

La loro madrina pensa bene di maritare Rose con un proprio nipote, lord Sinclair, dando il via a uno dei corteggiamenti più bizzarri e accidentati di sempre. Già il poveraccio si ritrova il nome abbreviato in Lord Sin, dando l’idea di chissà quale libertino sulfureo, mentre si gode la vita da celibe come tanti, ma dal primo incontro con la dolce Rose finisce per rimpiangere l’abbinamento. O lei è goffa o è in mala fede, in quanto inciampa, lo spinge, mina la sua reputazione e lo confina a leccarsi le ferite.
E cosa s’inventa la prozia, che tanto gli vuol bene: lo tira fuori dal limbo di solitudine e depressione, organizzando un soggiorno in campagna, tra atmosfere bucoliche e inviti a potenziali spose, tra cui proprio Rose…

Posso dire che vedere lui impalmare lei (senza soccombere o rimanere mutilato nel tentativo) è stato estenuante?

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