Pensieri su "Il visconte cerca moglie" di Karen Hawkins

 


Scozia, 1814.
Deciso a riconquistare Dahlia Balfour, la fanciulla che ha allontanato da sé con una proposta di matrimonio a dir poco maldestra, Alasdair Dunbar, Visconte Kirk, chiede aiuto alla madrina, la famosa Duchessa di Roxburghe. Seguendo i consigli dell'anziana gentildonna, si sforza dunque di diventare un gentiluomo elegante e dai modi cortesi, ma Dahlia si dimostra un osso assai più duro del previsto. Pur essendo attratta da lui, infatti, la giovane vuole sposarsi per amore e Kirk rifugge invece da qualsiasi manifestazione di stucchevole sentimentalismo. La situazione è davvero difficile, al punto che perfino l'intrepida duchessa teme che combinare un felice matrimonio, questa volta, possa essere un'impresa superiore alle sue forze!



Titolo: Il viscone cerca moglie
Titolo Originale: How to Entice an Enchantress
Serie: The Duchess Diaries #3
Autrice: Karen Hawkins
Editore: Harper Collins italia
Pagine 315
Uscita: 18 settembre 2013




Questo il terzo volume di una serie che, già con il primo, non avevo a esitato a ritenere noiosetta, non tanto per le coppie protagoniste, ma per la duchessa autrice dei diari del titolo, autoproclamatasi benefattrice e sensale di matrimoni per le ragazze di cui è madrina.
Il caso ha voluto che si sia incaponita con le tre sorelle Balfour, lasciandole a disposizione per ultima la giovane e testardissima Dahlia.

Già nel secondo volume i lettori avevano intuito l'abbinamento amoroso, giacché a salvare dai debiti il padre di Dahlia, orticoltore concentrato sui propri studi e incurante della famiglia, era intervenuto il Visconte Alasdair, vicino di casa. Poiché la ragazza, tuttavia, non aveva gradito le condizioni del prestito, anziché essergli grata, ha preso a detestarlo, costringendo il nobiluomo a ricorrere alla duchessa per aiutarlo (la nostra cara esperta che non capisce nulla di relazioni umane...).

Due sono gli elementi che diversificano il romanzo dalla media e me lo faranno ricordare: il primo è che, per la prima volta, ho visto un eroe "sfregiato" e tormentato che non guadagna punti per quello; questo visconte è sopravvissuto a un incidente in cui ha perso la moglie, è colto, ricco, nobile, malinconico, cavalca bene nonostante la ferita a una gamba, gronda coraggio e audacia, ma non suscita grida estasiate. Le debuttanti fuggono, nessun animo femminile prova compassione e vicinanza, lo blandiscono pure; possibile??
Evidentemente, all'autrice questo stereotipo molto usato era andato di traverso.

Dimenticavo il secondo elemento di particolarità: a fronte di tutte le qualità già menzionate di lui, e con pure la benedizione della madrina, la nostra (che non è così giovane e non ha la fila dietro la porta) pensa bene di fare la difficile perché lui non è performante nelle dichiarazioni d'amore. 
Insomma, con un posto di viscontessa sul vassoio, lo tratta come un Mr. Darcy qualunque! Si può?

Ps. Per fortuna le sorelle sono finite.

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