Pensieri su “Il pavone di Controux” di Pitti Duchamp




Falco di Controux viene spedito per conto di Firenze nel castello di confine di Castrocaro. Qui covano intrighi segreti contro la Signoria e tutto conduce alla bellissima Dianora dei Faragani. Figlia illegittima di un ricco mercante di panni, Dianora è contesa da innumerevoli spasimanti e viene usata dal padre come premio per chi sia disposto a concedergli più favori. Ma a lei non interessa il potere, solo l’amore, e ovunque trova menzogna e meschinità. Tranne negli occhi fieri di Falco. Anche lui, però, nasconde segreti, e quando i due si incontreranno di nuovo in Francia, sotto la guida di Giovanna d’Arco, capiranno che la battaglia per l’amore è l’unica degna di essere davvero combattuta.

“Il pavone di Controux” 
Autrice: Pitti Duchamp
Editore: Mondadori
Collana: I Romanzi – Passione 224
Ambientazione: Castrocaro, Romagna toscana, 1423
Uscita: giugno 2023



Inizio giugno con la nuova uscita di un'autrice italiana, di cui ho già avuto modo di parlarvi in passato.

Credo di aver capito che alla Duchamp siano care le rievocazioni nostrane ed è infatti una sua prerogativa, quella di riportare in primo piano periodi su cui i romanzi non si soffermano abbastanza, soverchiati dal predominio di storia inglese e americana.
Per fortuna, ci sono autrici coraggiose che prendono l'iniziativa! 

Stavolta veniamo trasportati nella nostra penisola, in particolare nei primi decenni del 1400.
Siamo un po' abituati a considerarlo un periodo dorato, sotto l'etichetta del Rinascimento, ma il territorio era frammentato in un reticolo di signorie e comuni, dilaniato da lotte intestine e ostaggio di potenze straniere, nonché degli interessi del papato.
La vicenda parte da Castrocaro, piccolo borgo al centro delle dispute tra Firenze e Milano, dove i nuovi funzionari appena arrivati individuano un complotto e riescono a eliminare i traditori. Dianora dei Faragani è la figlia illegittima di una ricca famiglia di mercanti ed è utilizzata dal padre per distrarre chi indaga, soprattutto Falco, già conte di origini francesi e attualmente mercenario per conto di Firenze.

La storia tra i due nasce nella menzogna e nel doppio gioco, per cui non parte bene. 
Sebbene Falco sia costretto a sposarla, abbandona presto la ricca (e bellissima) moglie per condurre una vita separata.
Entrambi viaggiano, passando per Roma, sempre pronta ad allargare il divario tra guelfi e ghibellini, e poi ancora per Firenze, Venezia, sino alla Francia, a sua volta tormentata da una guerra secolare, ovvero quella guerra dei Cento anni, che vede contrapposti francesi e inglesi, alla vigilia della riconquista d'Orleans (c'è persino l'apparizione di Giovanna d'Arco come guest star).

Di certo, non è una narrazione statica, gli avvenimenti si susseguono; tuttavia, se l'ambientazione merita cinque stelle, per la cura e la precisione dei dettagli, a mio avviso la storia d'amore viene spesso assorbita dalla cronaca e non riesce ad emergere appieno.
Ho provato un po' di avversione per il protagonista maschile: non è colpa sua, è un soldato e come tale agisce, però non riesce mai a togliersi la patina di uomo arrogante e poco incline al perdono. Diadora è essa stessa vittima degli eventi, ma è difficile comprendere perché si incaponisca a inseguire un marito che non la vuole. Li ho percepiti entrambi ostacolati e influenzati dalla Storia, tanto da non riuscire a capire dove finiva l'opportunismo politico e iniziava il sentimento sincero.

In generale, è ben scritto e ne consiglio la lettura, però resta la mia impressione di molta carne al fuoco e poco spazio per i sentimenti. 
Perciò lo considero più un romanzo storico (corposo e appassionante) che un romance in senso stretto.

Amarilli

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