Pensieri su "SOGNI RUBATI" di May McGoldrick

Aveva giurato di non sposarsi mai più, eppure, dopo che la morte del primo marito l’ha lasciata coperta di debiti, Millicent decide di accettare la proposta dell’anziana contessa Aytoun: sposerà il conte suo figlio, Lyon Pennington, costretto a letto da una paralisi e in balia di cure che non sembrano lasciar intravedere alcuna speranza. 
Il matrimonio le permetterà in cambio di sanare il suo dissesto finanziario e mantenere la tenuta di Melbury Hall, con la servitù di colore che ha salvato dalle grinfie di avidi aguzzini. 
Poi, a poco a poco, Millicent intuirà che Lyon nasconde in realtà un’anima ancora capace di vivere. E di amare…

Titolo: Sogni rubati
Autore. May McGoldrick
Editore: Mondadori
Collana: I Romanzi – Oro 194
Uscita: Gennaio 2019


Saga ‘Scottish Dream’:
#prequel LA PROMESSA (The Promise);
1) SOGNI RUBATI (Borrowed Dreams);
2) COMPLICE LA LUNA (Captured Dreams);
3) I SOGNI DI DOMANI (Dreams of Destiny).




Erano due strani uccelli, pensò, entrambi attratti dalla stessa coloratissima bacca che in passato avevano trovato tanto amara. Ed entrambi erano incapaci di ignorarla.

Primo libro che leggo di quest'autrice e subito promossa.
Ho apprezzato quasi tutto: personaggi, trama, verosimiglianza, pure il richiamo al contesto storico.
Già la coppia protagonista è molto particolare: Millicent è una vedova con un passato di abusi e violenze alle spalle, determinata a rimediare agli errori del marito; per questo ha trasformato ciò che resta del suo patrimonio immobiliare in una casa-rifugio per sè, i vecchi domestici e gli ex-schiavi liberati del malvagio consorte. Tra questi, una donna saggia e anziana, riverita come una guaritrice, che però si porta dietro uno strascico di nemici.
Lyon, al contrario, mi ha ricordato un po' "La figlia del matematico", per quel suo essere un nobile malato (e al tempo venivi curato con i salassi o con il laudano per calmarti), malvisto, in odore di sospetto e sul filo del rasoio per essere spedito a Bedlam (dove finiva chiunque non dava veloci segni di guarigione ed era divenuto un impiccio per i pur nobili familiari).

Lyon avrebbe voluto poter usare i piedi quanto bastava a rovesciarle la poltroncina. Pensò di urlarle un’oscenità, perché restasse sveglia. Ma la vide raccogliere le gambe in cerca di una posizione più comoda. 
E Lyon scoprì di non desiderare altro che stare a guardarla. Sua moglie.

Una volta che Millicent ha stipulato con la contessa madre un particolare accordo di interessi, Lyon diviene una sua preoccupazione e la sua guarigione un vero obiettivo.
La fortuna vuole che Millicent, oltre ad essere onesta e fedele ai propri obblighi, sia anche aperta alle soluzioni più pragmatiche e molto più determinata della media femminile dell'epoca.
La prima parte, con Lyon barbuto, diffidente e scorbutico, è molto bella, credibile e dolce. Azzeccati anche i vari domestici che gravitano intorno.
La seconda parte post-guarigione è meno realistica e un po' più fiabesca, con Millicent e Lyon trasformati in conti illuminati e dediti alla protezione del popolo. Ma la storia d'amore resta comunque ben costruita, lasciando il giusto tocco di mistero per il proseguo (sia per la soluzione del mistero di Emma, che per l'arrivo dei due fratelli minori del conte).
Insomma, sono più che propensa a proseguire e sarei pure curiosa di leggere il prequel della serie.

Questo regno della notte è vostro, milady.

Amarilli

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