Pensieri su "Rites of the Starling" di Devney Perry
Odessa è la figlia del Re d’Oro.
E la futura regina del Turah.
Il destino, però, sembra continuare a pretendere da lei un’unica cosa: il sacrificio.
I cinque regni sono ormai sull’orlo della distruzione e la migrazione sta per arrivare prima del previsto. Odessa si ritrova sola, separata dall’uomo che ama, in una terra maledetta, e braccata incessantemente dai mostri.
Accanto a lei ci sono solo un potente sacerdote, di cui non sa se fidarsi, e una bambina da proteggere ad ogni costo.
Ma nella Calandra sopravvive solo chi è disposto a combattere e a cambiare. E dopo una notte fatale, che ha portato Odessa ad affrontare la morte, i mostri e la verità, la principessa è arrivata finalmente a comprendere la profondità della sua forza.
Forse non è nata per diventare una spia o un’assassina. Il destino che la attende potrebbe essere più grande, e più pericoloso. Potrebbe significare la salvezza per l’uomo che ama, ma anche la fine della futura regina del Turah.
Mentre antichi segreti emergono lentamente e il confine tra umani e mostri si assottiglia, Odessa dovrà compiere la sua scelta. Stavolta, non si tratta solo di sopravvivere, o di dimostrare il proprio valore a chi non lo ha mai saputo vedere.
Si tratta di decidere se accettare il potere che le scorre nel sangue. Di accettare chi è davvero.
Non solo una principessa. Non solo una regina. Ma una Guardiana.
O forse qualcosa ancora più potente. E pericoloso.
Rites of the Starling
Serie: Shield of Sparrows #2
Autrice: Devney Perry
Editore: Always Publishing
Pagine 677
Uscita: 19 maggio 2026
Non so in quale punto della vita mi fossi convinta che questa potesse restare una dilogia (pia illusione); per essere il volume di mezzo, resta un volume di mezzo, nel senso che i personaggi vengono fatti camminare, andare per nave, e sono attaccati più volte dai mostri dagli occhi verdi che infestano la terra di Calandra (cinque regni, di cui, al momento, solo due presentano un qualche interesse) per riuscire ad arrivare in fondo.
Diciamo un 70% di buon movimento fisico, un 20% di qualche dettaglio/scoperta rivelata e un 10% di scene spicy (che non guastano, mai, anche perché oltre a Ransom, qui si inserisce anche Andreas): nel complesso si legge, anche se - lo confesso - se non fosse stato per l'edizione cartacea davvero curata e molto bella, non so se avrei proprio lottato per tenere questa serie in libreria.
Sì, è scorrevole, sì, Odessa è simpatica e non ha le fissazioni/lagne di altre protagoniste tipiche di romantasy, sì, la trama è vivace e non lascia la sensazione di un continuo déjà-vu, come ci hanno abituati molti romantasy, però, personalmente, lo stile mi pare molto semplificato e approntato apposta per essere di largo consumo.
Le scene di combattimento sono giusto le due righe necessarie, i vari comprimari hanno lo spessore di adesivi attacca/stacca, non c'è uno sforzo in più per rendere la coppia principale qualcosina in più del lui bellissimo e intrepido che incontra lei bellissima e intrepida, e se devono amarsi è solo un urlare "prendimi", "voglio che tu mi prenda", "ora ti prenderò"...
Sono l'unica rimasta a pensare che, a volte, un semplice sfiorarsi e e amarsi in silenzio possa essere altrettanto d'effetto?
In ogni caso, resta un romantasy, quindi ci sta.
Perché, dunque, gli lascio le sue 4 stelline (a parte per l'edizione che è una gioia per gli occhi)?
Perché la Perry riesce a incantarti, cavolo, e a manipolarti; ti fa credere per tre quarti di libro che questo sia il solito romantasy di mezzo, mentre, invece, ti rifila un plot-twist con i fiocchi.
Non dirò niente, e per fortuna non ho letto certe recensioni-spione se non dopo aver concluso il volume.


























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