Pensieri su "La forza dei pochi. The strength of the few" di James Islington
Per la Gerarchia sono sempre Vis Telimus, l’acclamato Catenicus. Continuano a credere di conoscermi, ma con tutto quello che è successo – e con tutto ciò che temo stia per accadere – non sono sicuro che abbia più importanza.
Dopo aver vinto lo Iudicium, ho perso ogni cosa... e ora l’antico congegno al di là del Labirinto ha creato altre due versioni di me: una abita nell’Obiteum, un’altra nel Luceum, mentre il me originale continua a vivere nel Res. Tre corpi e tre vite differenti. Costretto a nascondermi, a combattere e a fare politica. Ad allenarmi, a fidarmi, a mentire. Oppure a uccidere, a guarire e a dimostrare il mio valore ancora e ancora.Sono amato, odiato e completamente solo.
Ma soprattutto devo fare chiarezza prima che sia troppo tardi, comprendere la natura degli eventi che hanno travolto la mia vita, e il motivo.
Infine, devo escogitare un modo per impedire l’avvento del temuto e profetizzato Cataclisma, perché potrei essere l’unico in grado di farlo.
La forza dei pochi. The strength of the few
di James Islington
Serie: Hierarchy #2
Editore: Fanucci
Pagine 768
Uscita: 3 marzo 2026
LA SERIE HIERARCHY
1) LA VOLONTA' DEI MOLTI
2) LA FORZA DEI POCHI
3) The Justice of One
«Quando è che rinunci a salvare coloro che ami?»
«Quando possiamo convivere con il rimpianto»
Ho scoperto solo al secondo volume che questa sarà una trilogia, ma intendo comunque proseguire la lettura per conoscere il destino di Vis Telimus, detto anche Catenicus.
Se il primo romanzo era incentrato, soprattutto, sull'ambiente accademico e sulle prove/giochi per vincere lo Iudicium e conquistare un posto nella burocrazia di potere nella Gerarchia, qui la struttura narrativa cambia del tutto, dando al lettore l'impressione di leggere in contemporanea quasi tre romanzi distinti.
Veniamo infatti a sapere che l'attraversamento del Labirinto non è stato così indolore per Vis, o, meglio è stato doloroso, ma ha anche avuto conseguenze inaspettate, scindendolo in tre dimensioni, ovvero tre mondi in cui l'umanità vive una propria storia, in apparenza inconsapevole dell'esistenza di evoluzioni parallele.
Se all'inizio la scoperta lascia un attimo sconcertati, poi è davvero difficile preferire un filone narrativo particolare, perché sono tutti avvincenti.
Il Vis originario si trova nella dimensione detta Res, dove la Gerarchia è al potere, ma da anni combatte o serve un nemico millenario, in grado di causare periodici cataclismiche minacciano la stessa sopravvivenza della civiltà attuale.
Un secondo protagonista è entrato nell’Obiteum, una sorta di teocrazia a metà tra l'antico Egitto e una dominazione aliena, dove un paesaggio desertico e spettrale è popolato da schiavi, non-morti, sorveglianti mostri e sacerdoti misteriosi.
Infine, un terzo personaggio opera nel Luceum, e stavolta abbiamo a che fare con una civiltà che richiama druidi e guerrieri simil celtici, tra tribù in guerra, strani poteri magici e un Bosco dai connotati ugualmente oscuri.
Ciascun filone ha sbocchi separati, anche se l'autore è bravo a disseminare indizi e collegamenti, come se stesse giocando, a sua volta, con il lettore dall'altro lato della pagina.
Si termina con un misto di sorpresa e attesa.


























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