Pensieri su "Quattro regni in rovina" di Mai Corland



Il re dello Yusan si è rivelato il più bravo a mentire. Le sue mire sull’anello della sorella sono al centro di ogni suo pensiero e di ogni sua mossa. Farebbe di tutto per ottenerlo, persino manipolare i cinque criminali più abili del regno per spingerli a rubarlo… Unite da un nemico comune, poi divise dai troppi segreti, le ‘lame’ si trovano di fronte a una scelta: portare a compimento il piano di Joon o affrontare la sua ira leggendaria nel tentativo di ribellarsi.
Un’antica Regola li tiene però lontani da Quilimar, la regina del Khitan. Come se non bastasse, hanno solo un mese di tempo per sottrarle l’Anello del Signore dei Draghi.
Per quanto impossibile possa sembrare questa nuova missione, però, non lo è mai quanto tornare a fidarsi gli uni degli altri, nonostante le loro vite, i loro affetti e le sorti dei quattro regni dipendano da questo. Una cosa è certa: Joon non può averla vinta.
Gli inganni e i colpi di scena sono appena iniziati…

Titolo: Quattro Regni in Rovina
Autrice: Mai Corland
Serie: Lame Spezzate
Editore: Magazzini Salani
Pagine 396
Uscita: 28 ottobre 2025

La serie: Le Lame Spezzate
1) CINQUE LAME SPEZZATE
2) QUATTRO REGNI IN ROVINA
3) Three Shattered Souls




Con il secondo capitolo della sua saga di ispirazione coreana la Corland va sul sicuro, ripetendo la medesima struttura narrativa che aveva assicurato il successo del primo, ovvero una narrazione a più voci, con la stessa vicenda narrata dai dai singoli personaggi.
Questa struttura, se usata bene, ha il pregio di rendere vividi gli eventi che si susseguono, perché le emozioni interiori (e spesso segrete) di ciascuno arricchiscono e donano interpretazioni differenti, mentre il continuo passaggio dei punti di vista consente un'accelerazione di ritmo, che finisce per essere quasi frenetico.
Non so se sia per il formato dell'edizione (maneggevole e comodo) oppure per questa tensione continua, ma il romanzo si legge velocemente.

Se nel primo volume la squadra improvvisata di giovani agenti (sicari, spie, avvelenatrici, nobili decaduti: ciascuno ha un proprio fine) doveva ancora amalgamarsi e rivelare i vari talenti, qui si riparte dalla brutale lezione subita.
Il re dello Yusan ha deciso di sfruttarli per risolvere un contrasto familiare con la sorella, regina del Khitan, perciò la missione si sposta nel paese confinante, dove i pericoli non sono inferiori, e dove i nostri non riescono a mettere da parte la diffidenza interna al gruppo.
Direi che questo è l'approccio che li contraddistingue tutti: quando si cresce pronti a tradire e consapevoli di essere circondati da traditori, è difficile non immaginare il nemico ovunque, anche in chi si ama.

Non riesco a scegliere tra Mikail, Sora, Ty, Rune, Aeri e Euyn: ciascuno ha talento e suscita simpatia, però persino il lettore non riesce a fidarsi completamente sentendo la loro voce.
Non resta che attendere il gran finale per scoprire chi sta tradendo e chi riuscirà vincente, dopo una sequenza ininterrotta di trappole e bugie.

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