Pensieri su "Il silenzio dei sogni" di Alis Artieri



Celeste ha trascorso la vita a inseguire la perfezione, quella imposta da una madre ambiziosa, quella rinchiusa nel silenzio di una sala prove, quella che non concede pause né cedimenti. Quando ottiene la promozione a solista, dovrebbe sentirsi appagata. E invece si sente vuota.

L’incontro con Samuel, un vivaista solitario dal passato oscuro, incrina per la prima volta l’immagine impeccabile che Celeste ha costruito di sé.
Ma è Esteban, amico e musicista per passione, a riaccendere in lei un desiderio sepolto: cantare. Tornare a usare la voce. Esistere per davvero.
Divisa tra il rigore della danza e l’anarchia del canto, tra la passione selvaggia e la tenerezza imprevista, Celeste dovrà affrontare la scelta più difficile: non tra due uomini, ma tra ciò che è sempre stata e ciò che finalmente potrebbe diventare.
Dall'autrice di La torre dell'amore perduto, una storia intensa e luminosa, che racconta la fatica di disobbedire e il coraggio di rinascere. Perché l’amore non completa. Rivela.

Autore: Alis Artieri
Titolo: Il silenzio dei sogni
Serie: Note ribelli #1
Edizione: self
Pagine: 395
Genere: sentimentale, autoconclusivo

* ringrazio l'autrice per la copia gentilmente fornita



È da tutta una vita che eseguo passi di danza su coreografie di altri. 
Oggi è come se ne avessi eseguito uno di mia invenzione da arricchire con molti altri. 
Non so se sarò in grado di realizzare un’intera coreografia; 
è presto per dirlo ma, per la prima volta, mi sento felice.


Questo è il secondo romanzo di Alis Artieri che leggo e anche stavolta mi ha colpito l'introspezione e la profondità che l'autrice riesce a dare ai suoi personaggi, non rendendoli simpatici o accattivanti per forza o per conquistarsi l'immediata simpatia del lettore, ma, anzi, lasciandoli imperfetti, indecisi, persino al limite dell'antipatia, prima di iniziare un percorso di maturazione o rinascita.

Ed è esattamente ciò che accade con Celeste e Samuel.
Lei si è ritrovata a dover realizzare le ambizioni della madre, schiacciata sotto aspettative elevate e costretta a una giovinezza di rinunce e sacrifici per una carriera nel balletto che non ha mai voluto, oppure che voleva all'inizio e poi non ha più sentito sua.
Lui vive quasi in ombra, sentendosi al sicuro nel rifugio del vivaio dove lavora, in balia di crisi e di esplosioni emotive che lo portano ad agire d'istinto, salvo rimpiangere troppo tardi le proprie azioni.

Se Samuel è affamato d'amore ma ne è anche terrorizzato, Celeste non ha mai sperimentato un vero legame d'affetto con una madre opprimente e manipolatrice; non lo avrei immaginato, ma questi due giovani così diversi si attraggono proprio per la loro fragilità, in un gioco di opposti e affinità che finisce per renderli dipendenti l'uno dall'altra, senza riuscire a recidere al contempo le corde che li tengono prigionieri del passato e delle pressioni familiari.

Da un intreccio doloroso all'altro, insomma, perché pensando di salvarsi a vicenda finiscono legati da un sentimento che assomiglia a quello romantico, ma non lo è, in un matrimonio che dovrebbe essere la cura a tutti i mali e fa emergere, invece, le insicurezza di ciascuno.

E poi c'è Esteban, l'ultimo lato del triangolo, parlantina spigliata, battute e animo solare, che porta la luce in mezzo a tanta ombrosità, la musica e il calore del canto tra i silenzi e le lacrime.
Non aspettatevi un istant love o un romance dagli sviluppi prevedibili; tutti qui si si devono conquistare le loro scelte: c'è chi ci arriva per gradi, chi lo capisce solo alla fine e chi ha atteso, paziente, senza mai perdere la speranza.

Se il debutto dell'autrice mi aveva piacevolmente sorpresa, questa seconda prova conferma un salto di qualità, regalandoli una storia corposa, vista attraverso più punti di vista e con un finale giusto, anche se non scontato.

Nessun commento:

Powered by Blogger.