Pensieri su "Gli scomparsi di Chiardiluna" di Christelle Dabos (L'Attraversaspecchi #2)


 
Sulla gelida arca del Polo, dove Ofelia è stata sbattuta dalle Decane perché sposi suo malgrado il nobile Thorn, il caldo è soffocante. Ma è soltanto una delle illusioni provocate dalla casta dominante dell’arca, i Miraggi, in grado di produrre giungle sospese in aria, mari sconfinati all’interno di palazzi e vestiti di farfalle svolazzanti. A Città-cielo, capitale del Polo, Ofelia viene presentata al sire Faruk, il gigantesco spirito di famiglia bianco come la neve e completamente privo di memoria, che spera nelle doti di lettrice di Ofelia per svelare i misteri contenuti nel Libro, un documento enigmatico che nei secoli ha causato la pazzia o la morte degli incauti che si sono cimentati a decifrarlo. Per Ofelia è l’inizio di una serie di avventure e disavventure in cui, con il solo aiuto di una guardia del corpo invisibile, dovrà difendersi dagli attacchi a tradimento dei decaduti e dalle trappole mortali dei Miraggi. È la prima a stupirsi quando si rende conto che sta rischiando la pelle e investendo tutte le sue energie nell’indagine solo per amore di Thorn, l’uomo che credeva di odiare più di chiunque al mondo. Sennonché Thorn è scomparso...

Titolo: Gli scomparsi di Chiardiluna
Autrice: Christelle Dabos
Serie: L'Attraversaspecchi #2
Editore: Edizioni E/O
Pagine 518
Uscita: Gennaio 2019



Ve l'ho detto, fidanzata di Thorn, per curiosità. Devo ricordarvi che mi avete ufficialmente eletto vostro amico? È già un po' che vi osservo. Da principio era solo un'occhiata di quando in quando, tanto per sincerarmi che non foste in pericolo di vita, poi ci ho preso gusto. I vostri esercizi di pronuncia, le vostre piccole goffaggini, la vostra costanza a tutta prova, perfino vostra zia: mi piace la materia di cui è composta la vostra esistenza.

Giunta al secondo volume, non posso che confermare le impressioni precedenti, anche se il secondo mi è piaciuto meno.

Certamente, la coppia Ofelia/Thorn continua a rappresentare il motore dell'intera trama: lei indaga sulle misteriose sparizioni che colpiscono l'aristocrazia del Polo, e intanto scopre intrighi e misteri legati al sire Faruk, lo spirito di famiglia smemorato che regge il governo (o sembra reggerlo) dell'Arca; lui opera come funzionario di alto rango, ma in realtà ha un progetto tutto suo sul Libro e sul riscatto delle classi sociali decadute. Entrambi sono oggetto di aggressioni e di tranelli, segno che le loro ricerche stanno infastidendo parecchio.
Oltre ai personaggi già noti, arriva pure la famiglia di Ofelia da Anima, pronta a sostenerla, ma del tutto impreparata ad abituarsi alle stravaganze di quest'Arca.

Non posso dire che la trama non sia variegata e più di una scena mi ha fatto sorridere (tra tutte, le imprese di Ofelia come lettrice di storie).

Però il ritmo discontinuo, con capitoli prolissi e altri quasi malinconici, mi è pesato e continua a non essermi congeniale.
Sarà il formato cartaceo, non flessibile e difficoltoso da sfogliare e leggere, sarà che la magia di certi dettagli buffi si è un po’ persa, ma non vedevo l’ora di arrivare in fondo.


Thorn si piegò in un interminabile movimento vertebrale, ma invece di restituirle l'orologio posò le labbra sulle sue. Ofelia sgrano gli occhi, le mancò il respiro. Era un bacio assolutamente inaspettato che la precipitò in uno stato di stupore. Incapace di pensare, percepì tuttavia le sensazioni circostanti con un'intensità nuova: il ticchettio della pioggia sulle pietre, il vento impigliato nel suo vestito, gli occhiali che le si infilavano nella pelle, i capelli bagnati di Thorn contro la sua fronte, la pressione maldestra della sua bocca. E di colpo, mentre finalmente prendeva coscienza di ciò che stava succedendo, fu colta da violente vertigini.

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