Pensieri su "La memoria di Babel" di di Christelle Dabos (L'Attraversaspecchi #3)


Dopo due anni e sette mesi passati a mordere il freno su Anima, la sua arca, per Ofelia è finalmente arrivato il momento di agire, sfruttare quanto ha scoperto nel Libro di Faruk e saputo dai frammenti di informazioni divulgate da Dio. Con una falsa identità si reca su Babel, arca cosmopolita e gioiello di modernità. Basterà il suo talento di lettrice a sventare le trappole di avversari sempre più temibili? Ha ancora una minima possibilità di ritrovare le tracce di Thorn? Nel terzo volume della saga Christelle Dabos ci fa esplorare la meravigliosa città di Babel. Nel cuore di Ofelia vive un segreto inafferrabile, chiave del passato e, nello stesso tempo, chiave di un futuro incerto.

Titolo: La memoria di Babel
Autrice: Christelle Dabos
Serie: L'Attraversaspecchi #3
Editore: Edizioni E/O
Pagine 482
Uscita: ottobre 2019





Il terzo volume si è rivelato il più passabile, insieme al primo, considerando comunque il basso livello di soddisfazione che mi ha regalato questa saga.

Non so neanch’io come identificare quello che è andato storto con l’Attraversaspecchi. 
Ofelia ha una buona crescita del personaggio, da goffa e timida si tramuta in un’eroina occhialuta e poco appariscente, ma estremamente determinata a scoprire i segreti di Dio, dell’Altro e delle Arche, prima e dopo la Lacerazione; il mondo creato da Dabos è suggestivo e originale, con qualcosa che mi ricorda ogni tanto le opere visive di Miyazaki; lo slowburn della storia tra Ofelia e Thorn non è mai stato un problema, così come il fatto che sia un fantasy di indagini e viaggi in mondi differenti, senza grandi sbocchi epici. 

Tuttavia, per quanto ci siano parecchi aspetti positivi, non sono proprio riuscita ad allinearmi con il ritmo imposto allo sviluppo della narrazione.
Andava bene l’inizio enigmatico su Anima per introdurci ai personaggi e al contesto, e poi la fase persino più rallentata del Polo per ambientarci meglio, ma è davvero sconcertante scoprire che sono passati anni, tra il secondo libro e il terzo, e si ricomincia come se nulla fosse, con Ofelia proiettata in un'altra arca da scoprire (di nuovo!), per cui ci vogliono ulteriori 500 pagine (di nuovo) per iniziare a capirci qualcosa.

Se dovessi definire un sentimento legato a questa saga, sarebbe la frustrazione: tutto è carino, in apparenza, ma è un mondo sinistro, dove si muore o si scompare in un soffio, e la cosa viene accettata come parte del percorso, senza grandi sussulti. 
Un mondo triste, popolato da gente triste e spaventata, con parecchio fatalismo e rassegnazione. 
Non pensavo che mi avrebbe lasciato giù di corda, ma è così.

Attendo l’ultimo volume con poche aspettative.

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