Pensieri su "A Language of Dragons. La scintilla della ribellione" di S.F. Williamson
Londra, 1923.
I draghi sorvolano i cieli, mentre fra i quartieri di Terza Classe serpeggia la ribellione. Vivien però non è preoccupata. Lei appartiene alla Seconda Classe, studia le lingue dei draghi all’università, la attende un futuro brillante. Eppure, nel giro di un giorno, Viv finisce per innescare la guerra civile, con la complicità di un possente drago criminale.
Ora, se vuole salvare se stessa e la sua famiglia, non le resta che accettare un incarico decifrare il misterioso codice dei draghi, lavorando per i servizi segreti a Bletchley Park. È lì che, insieme ad altre reclute dall’oscuro passato, incontra Atlas, affascinante spirito ribelle che nasconde più di un segreto. Viv conosce già il tradimento, ma non sa ancora quanti intrighi la aspettano, né quanto sarà arduo scegliere da che parte stare. Capisce presto, però, che è molto difficile tenersi lontana da quel ragazzo così puro e attraente.
A Language of Dragons. La scintilla della ribellione
S.F. Williamson
Serie: A Language of Dragons #1
Editore: Il Castoro Off
Pagine 457
Uscita: 11 novembre 2025
Ogni atto di traduzione richiede un sacrificio: è la dura verità che mi ha fatto innamorare. Non esiste nessuna correlazione diretta tra le parole di una lingua e quelle di un'altra, e nessuna traduzione può essere totalmente fedele all'originale. Perciò, pur potendo più o meno colmare la distanza tra le lingue usando le parole, cè sempre qualche significato più profondo che resta taciuto, un segreto invisibile a coloro che hanno una sola lingua con cui orientarsi nel mondo. Un traduttore, d'altro canto, è una creatura che vola con diverse paia di ali!
Questo primo volume mi è piaciuto, ma, ancora una volta, il fattore "wow" dell'edizione cartacea mi aveva portato ad avere aspettative altissime.
E devo dire che il romanzo contiene tantissimi elementi apprezzabili: da un'ambientazione distopica, con un'Inghilterra degli anni '20 dove una società severa ha posto fine alle guerre tra draghi e umani grazie ad un trattato tra i due regni di reciproca non belligeranza (trattato che, però, si basa su oppressione e limitazione di diritti per entrambi i popoli, a beneficio di pochi, con conseguente diffondersi di gruppi ribelli e persecuzioni), all'idea che ci siano classi sociali umane, separate e rigide, e dove soltanto alcuni possano cimentarsi nello studio dei draghi e, soprattutto, delle lingue draconiche.
La giovane Viv ha davanti a sé un futuro brillante, con l'ammissione superata all'università, prospettive di carriera, una famiglia benestante e al sicuro, la fiducia nel governo e nelle sue drastiche misure per il bene del popolo. Ma ogni apparenza viene meno nell'arco di una notte, con Viv relegata dalla parte dei "nemici dello stato", costretta a partecipare a un progetto segreto per salvare chi ama ed evitare la condanna.
Dunque, trama originale e avventurosa, più il bonus draghi, ma i personaggi non prendono fino in fondo, sono monodimensionali, e il ritmo è piuttosto lentuccio: diciamo che sono rimasta soddisfatta a metà.
Sopra ogni cosa, ho trovato una protagonista che mi ha fatto impazzire per la voglia di prenderla a schiaffoni! Una lagna assurda, convinta di essere sempre perseguitata e sempre nel giusto, ma in grado soltanto di mettere in pericolo tutti quelli che la circondano… con l'aggravante di sopravvivere sempre!
Puoi dire la stessa cosa in centinaia di modi diversi, e di tanto in tanto uno di questi modi è cosi unico e straordinario per il traduttore che è impossibile da riprodurre. Nessun altro traduttore userà mai le stesse parole, lo stesso ritmo, lo stesso giro di frase. Anche tradurre è creare.


























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