Pensieri su "La scrittrice abita qui" di Sandra Petrignani


 

Un po' pellegrinaggio e un po' seduta spiritica, questo libro porta dalla Sardegna di Grazia Deledda all'America di Marguerite Yourcenar, dalla Francia di Colette all'Oriente di Alexandra David-Néel, dall'Africa alla Danimarca di Karen Blixen, all'Inghilterra di Virginia Woolf.
Un lunghissimo viaggio in case-museo che, attraverso mobili e suppellettili, stanze e giardini raccontano la storia sentimentale delle più significative scrittrici del Novecento. Da Parigi alla Provenza, dal Kenya al Maine, da Copenhagen al Tibet, Sandra Petrignani le cerca nei loro oggetti, interroga i loro diari, la poltrona in cui si sedevano, il portafortuna da cui non si separavano, ma anche (in alcuni casi) le persone che ancora conservano un ricordo vivo di loro. Così il viaggio, concretissimo, diventa favoloso, un giro del mondo dove a ogni tappa è come se le protagoniste in persona aprissero la porta e svelassero sottovoce i segreti della vita coniugale e di passioni travolgenti, i nodi edipici e le fragilità che le hanno rese grandi scrittrici, ma anche donne tremendamente vulnerabili. E alle loro vicende s'intrecciano quelle dei loro uomini e delle loro amiche, in un caleidoscopio di presenze, da Vanessa Bell a Katherine Mansfield a Natalie Clifford Barney (l'«Amazzone») a Vita Sackville-West, che hanno contribuito a fare del Novecento un secolo leggendario.
Le mele nel tinello della Yourcenar e il suo cane ancora vivo, il tempio tibetano ricreato a Digne dalla David-Néel o la stanza chiusa che fu sua nel monastero del Sikkim dove si ritirò in meditazione, la Barbagia della Deledda con le fate e i folletti che influenzarono la sua fantasia, il grammofono della Blixen portato con sé dalla sua Africa in ricordo dell'uomo che aveva amato e perduto per sempre...Sandra Petrignani ascolta «la voce delle cose» e la traduce nelle affascinanti storie di questo libro.

La scrittrice abita qui
Autrice: Sandra Petrignani
Editore: Neri Pozza
Pagine 253
Uscita: 12 gennaio 2011



Leggendo la storiella della Blixen ho capito perché ho scritto questo libro: volevo, contemplando il disegno nascosto nel tappeto di tante vite, cogliere qualcosa del mio tappeto. 
Volevo sapere se vale la pena, come scrive Karen al fratello, «di cadere in tutti quei fossi e di girare come una pazza intorno allo stagno» e se davvero si vede alla fine «la netta sagoma della cicogna».
La risposta mi viene ancora una volta da lei: «Il destino di un altro», scrive più avanti nella stessa lettera, «serve sempre a spiegare qualcosa». 
Un po' ci illumina, un po' ci mette in guardia su noi stessi.


Questo è un piccolo saggio ambizioso che unisce la memoria di alcune autrici del Novecento all'idea del viaggio e della ricerca attraverso i luoghi in cui hanno vissuto, gli edifici e gli oggetti che hanno amato (anche alla luce di ciò che è stato conservato).
L'ambizione di dedicare uno squarcio a tutte le autrici selezionate è sorretta da un costante entusiasmo, anche se devo dire che alcune vite sono descritte meglio di altre (non so se per maggior simpatia dell'autrice).

Si parte dall'Italia, con Grazia Deledda, la dimora di Nuoro e la sua Barbagia, un capitolo vivido e pieno di energia; il capitolo dedicato a Marguerite Yourcenar a Petite Plaisance ci restituisce una scrittrice accademica, tanto schiva quanto alla costante ricerca di nuovi amori e passioni.

Il capitolo dedicato a Colette a Saint-Sauveur-en-Puisaye è, per mio gusto, il meno riuscito: descrizioni caotiche, nomi e date gettati fuori, quasi un monologo in cui si perde, avanti e indietro nel tempo.
Confesso che Alexandra David-Néel mi era del tutto ignota, per cui mi ha intrigato molto rivivere le gesta di questa infaticabile viaggiatrice e scalatrice attraverso ciò che resta di lei a Samten Dzong.

Ho sempre adorato Karen Blixen e questo capitolo si è rivelato brillante: restituendoci lei, in tutta la sua bellezza, la malinconia per l'Africa e gli amori perduti, nonché la rassegnazione di tornare alla casa paterna di Rungstedlund, dove scrisse comunque cose bellissime.
Infine, chiudono il viaggio Virginia Woolf, sua sorella Vanessa Bell e l'amica aristocratica Vita Sackville-West, tra pomeriggi dorati, tè all'aria aperta e passeggiate sulla spiaggia, ma anche gelosie e tradimenti.

Nel complesso, lettura interessante e taglio originale. Forse, non essendo tutti esperti delle varie biografie, avrei preferito una breve introduzione all'inizio dei capitoli.

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