PENSIERI E RIFLESSIONI SU "SWITCHED-Il segreto del regno perduto" DI AMANDA HOCKING

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Titolo: Switched. Il segreto del regno perduto
Autore: Amanda Hocking
Editore: Fazi
Collana: Lain
Data di Pubblicazione: Gennaio 2012
ISBN: 8876251499
ISBN-13: 9788876251498
Pagine: 279
  
Sinossi:
Wendy Everly ha diciassette anni, capelli sempre arruffati e un carattere insolitamente difficile. Vive con il fratello e la zia in una piccola, noiosa cittadina di provincia. La madre è ricoverata in una clinica psichiatrica, da quando ha tentato di uccidere la figlia il giorno del suo sesto compleanno. E' stato allora che Wendy le ha sentito pronunciare per la prima volta un'accusa terribile: di avere in qualche modo preso, alla nascita, il posto del suo vero figlio. Adesso le giornate di Wendy trascorrono pigre, tra un liceo dove non s'impara nulla di davvero eccitante e una vita sociale e familiare prevedibile e monotona, quando va bene. Condizionare le azioni altrui con la forza del pensiero potrebbe essere un modo per scacciare la noia, ed è proprio quel che le capita e che non sa spiegare. Uno strano potere che viene da lontano ma di cui lei non può ricordare l'origine. A offrirle una conturbante risposta sarà Finn, un affascinante ragazzo da poco in città che si manifesta una notte alla finestra della sua stanza. È infatti lui che le rivelerà la sua vera identità di change-ling e le dischiuderà le porte di un mondo attraente e sconosciuto, duro e sconvolgente, dove la magia è di casa. Un mondo percorso da insidie cui Wendy scopre dolorosamente di appartenere, e dove le è riservato un destino più grande di quanto lei possa immaginare.

Il mio pensiero:
Questo questo libro è conosciuto da tutti come il miglior caso di autoproduzione letteraria degli ultimi tempi. Nell'aprile del 2010 Amanda Hocking, dopo i rifiuti da parte di diverse case editrici, decide di autopubblicarsi su Amazon. "Nel marzo 2011 aveva già venduto più di un milione di copie di nove dei suoi libri, ricavando dalle vendite due milioni di dollari, una cifra fino ad allora inaudita per gli scrittori autoprodotti.  Si stima che all’inizio del 2011, la Hocking abbia raggiunto una media di 9.000 copie vendute al giorno" ( * ).
La sua storia è l'esempio del "potere decisionale del lettore", che grazie al mondo dei blog letterari sta sempre più prendendo forza e, nel bene o nel male, non può che incuriosire.
Proprio per il gran clamore che l'ha preceduto, in Italia è stato accolto con una plateale divisione alla  "Guelfi e Ghibellini".
Personalmente io mi colloco in una zona grigia. Vero: non è lo young adults che ti cambia la vita. Vero: è un romanzo di genere che ne ripropone tutte le caratteristiche classiche (protagonista diciassettenne, cambio di vita, storia d'amore impossibilie e per ciò tormentata, etc..). Vero: le americane probabilmente si appassionano per poco.
Ma, detto tutto ciò, a me il libro è piaciuto.

«Ha ucciso tuo fratello, Matthew!», insisteva, guardandolo con occhi allucinati. «È un mostro! Bisogna fermarla!».

La storia inizia e, in qualche modo, ruota tutta attorno a questa accusa terrificante. A causa di questa convinzione, una madre tenta di uccidere la sua bimba di appena 6 anni e viene internata in una casa di cura fino alla fine dei suoi giorni. Ma, anche se può sembrare assurdo, in questa affermazione qualcosa di vero c'è. Non mi dilungo riassumendo la trama, ma vi anticipo che la saga  non tratta l'argomento angeli, vampiri o altre creature notturne, ma prende creativamente in considerazione una razza appartenente al piccolo popolo: una razza di cui, secondo l'autrice, i più hanno una visione distorta!

".... in qualsiasi scuola andassi, risultavo antipatica ai compagni, prima ancora che dicessi o facessi alcunché. Avevo come la sensazione che in me ci fosse qualcosa di sbagliato e che tutti lo sapessero. Mi sforzavo di andare d’accordo con gli altri, ma riuscivo a sopportare le provocazioni solo sino a un certo punto, poi iniziavo a reagire. Presidi e decani non ci pensavano due volte a espellermi, probabilmente perché nutrivano nei miei confronti gli stessi sentimenti dei ragazzi..."

Questa è Wendy, un personaggino singolare. Viziatella, ribelle, arrogante, tiranneggia la sua famiglia che dipende dai suoi umori e dal suo comportamento al limite del tollerabile. La sua presentazione iniziale non la aiuta molto ad entrare nelle grazie del lettore. Addentrandosi nella storia, si capisce che, in realtà, tutta l'arroganza e la sicurezza della signorina sono una bella maschera costruita per tenere le persone lontane. Daltronde, se durante la festa del tuo 6° compleanno tua madre decide di tagliarti la pancia con un coltellaccio, fidarti degli altri diventa un pò difficile! Proprio per questo motivo, la trovo un personaggio credibile, molto più di altre sue "sorelle letterarie". La sua personalità evolve durante la storia e piano piano lascia affiorare un animo sensibile e generoso. Differentemente da altre protagoniste, non è la classica adolescente che aspetta l'amore appoggiata ad un balcone fiorito: lei, più che altro, se lo ritrova appresso... insieme a Fin!

Che cos'è una storia d'amore senza un ragazzo bello e tenebroso?

Ultimamente direi proprio nulla. Fortunatamente per noi, lui lo è. La nota diversa in questa storia è che l'amore non scoppia come una bomba travolgendo tutto e tutti, ma in modo più verosimile: lasciando che i sentimenti crescano e si intensifichino, assieme alla consapevolezza dell'amore corrisposto.
Oltre ai principali si avvicendano altri personaggi, alcuni più efficaci di altri. C'è Elora, che diventa spesso antagonista di Wendy, incarnando il mondo di regole ed obblighi al quale deve sottostare controvoglia; ci sono Matt il fratello premuroso e Rhys, che nasconde un segreto interessante; ci sono Willa, l'amica snob e Tove, personaggio strano e al margine, ma di cui si intravede un futuro importante nella saga. I più presentano dei cliché classici per i personaggi del genere, ma la scrittrice li inserisce nella storia in modo tale da non renderlo troppo evidente o disturbante.

"...Da lì riuscivo ad avere una panoramica completa, ancor più sbalorditiva della vista che si godeva dal palazzo. Tra le cime degli alberi spuntava una costellazione di camini da cui s’innalzavano pennacchi di fumo che si dissolvevano al vento. Tra le case serpeggiavano strade sinuose, su cui scorsi qualche passante..."

L'ambientazione scelta è efficace. L'autrice dà una lettura interessante ed alternativa di una favola poco nota ai più, ricreando una popolazione mitologica che vive di tradizioni non sempre comprese. La Hocking racconta di una società strutturata come una monarchia, di cui ha il gusto di descrivere pregi e difetti in ugual modo. La speranza è che nel secondo libro ci sia un approfondimento dell'analisi di quello che sembra solo una presentazione. 

Una cosa che ho apprezzato di questo libro sono i dialoghi. Personalmente credo che una delle difficili prove per un autore di young adults sia scrivere dei dialoghi credibili, efficaci e non al limite dell'assurdo. In questo l'autrice è riuscita a convincermi appieno. Le conversazioni tra i personaggi sono coerenti; aiutano a mantenere il ritmo della storia, inserendosi nei ragionamenti della protagonista in modo fluido e continuo; non ricordano le batture di una telenovela, ma conversazioni che realmente potrebbero accadere tra due persone che litigano o che chiaccherano amabilmente.

Un'altro pregio è che la Hocking scrive in modo semplice, ma non incolore. Il risultato è un libro senza troppe pretese, ma che si legge davvero con piacere. Usa la descrizione in prima persona, che aiuta il lettore ad immedesimarsi con un'eroina complessa. Per essere apprezzato al meglio, penso vada letto da lettori più "young" che "adult";  ma il merito principale di questo libro è che lo può benissimo leggere anche una persona decisamente adult come me, che gradisce una lettura piacevole e rilassante.
A mio giudizio l'unica pecca sta nel modo in cui l'autrice ha sottovalutato la prima parte della storia. Avrebbe potuto approfondire meglio il momento di transizione tra la vecchia vita e quella nuova, perchè a mio parere avviene tutto troppo velocemente. Con un'opera organizzata in trilogia, c'è tutto il tempo per soffermarsi di più e mi sarebbereo piaciute soluzioni meno repentine di quella scelta (per capirci, è una cosa descrivibile come "scappa in macchina, in pigiama e senza salutare nessuno").

Detto ciò, il primo capitolo di questa trilogia mi ha convinto e il secondo  intitolato "Torn-Ritorno al regno perduto" (su cui nutro molte aspettative!) è già sul comodino che mi aspetta...

Consigliato ai lettori che hanno voglia di passare qualche ora con una storia piacevole e che promette un'evoluzione interessante con i prossimi due capitoli!

Buona lettura!

Se volete approfondire la conoscenza di Amanda Hocking, QUI potete dare uno sguardo al suo blog; mentre sul sito dalla FAZI  potete leggere un estratto da "Switched".

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