Pensieri su "Uno scandalo chiamato amore" di Virginia Dellamore

 

Lord Frederick Rochdale, da poco diventato conte, non ha mai creduto nell’amore, figurarsi nel colpo di fulmine. Eppure, una notte d’inverno, mentre torna in Cornovaglia per assistere al funerale del padre, fa un incontro che manda all’aria le sue convinzioni.
Dopotutto, sarebbe impossibile non perdere la testa in un istante per la bellissima Blanche. Quale uomo, anche il libertino più incallito, non diventerebbe un colosso coi piedi d’argilla al cospetto di una giovane donna che pare nata per incantare?
Blanche Taylor, in verità, non fa nulla per attrarre gli uomini. È riservata e malinconica, cupa e introversa, come se custodisse un triste segreto. Ma, soprattutto, è sposata. E con un ricchissimo duca, per giunta. Che non è un bieco persecutore di fanciulle, ma un giovanotto di bell’aspetto che le vuole molto bene e al quale lei sembra profondamente affezionata.
Per Frederick, dunque, pare non esserci proprio speranza. Per la prima volta nella sua vita di seduttore, una donna non gli dedica alcuna attenzione.
Ma se gli eventi prendessero una piega imprevista e il destino decidesse di giocare con altre carte?
Cos’è disposto a fare Frederick per amore?
E Blanche, cos’è disposta a chiedergli?
Un’attrazione scandalosa e un’ossessione fatale. Un legame dall’apparenza impossibile. Una storia passionale, romantica, avventurosa. Due anime costrette a combattere contro innumerevoli ostacoli pur di affermare il loro diritto a vivere l’amore alla luce del sole.
Riuscirà il sentimento a vincere sull’egoismo, sul ricatto, e sugli infidi tentacoli di un passato che vorrebbe distruggere il presente?


Titolo: Uno scandalo chiamato amore
Autrice: Virginia Dellamore
Editore: self
402 pagine
Uscita: 13 marzo 2025



In un istante divenne un'ombra tra le ombre. 
Poi non la vide più.
 Il pensiero che quello fosse un addio gli procurò un dispiacere che fu quasi un dolore.


Pian piano, proseguo a leggere (recuperare) i romanzi di quest'autrice, che mi stupisce sempre per la bravura nei dettagli e nelle metafore, cosa che mi costringe, di continuo, a evidenziare frasi e descrizioni.

Questa storia è un po' diversa dalle sue solite; l'ho trovata bella, anche se a tratti, forse, un po' troppo drammatica per le mie corde.
Il neoconte Frederick è assillato da un problema comune: a seguito di precedenti generazioni scialacquatrici, si ritrova con un titolo e senza mezzi, tanto da dover affittare la tenuta a ricchi americani arrivisti per sfuggire alla prigione per debiti.
E anche se la giovane ereditiera potrebbe salvarlo, il cuore del conte è già dedicato, da qualche anno, a un'altra ereditiera, la (un po' meno) giovane e irraggiungibile vedova di un duca. 

Mi fermo qui, perché la storia poggia su un'intricata ramificazione di segreti e colpi di scena, e vale la pena scoprirli tutti: in mezzo, troverete, parenti serpenti a profusione, sorelline invidiose e combinaguai, adorabili cagnolini fedeli e coraggiosi nonostante la taglia, maggiordomi saggi e navigati, amici cadetti ma di gran cuore, complotti sanguinari e creditori che non si rassegnano a riscuotere.

Ci vorrà un po' prima che la malinconica Blanche capisca che anche il più diffamato libertino può redimersi, alla fine, e un altro po' prima che il nostro gentiluomo comprenda che, per corteggiare l'algida duchessa, ci vuole soprattutto pazienza. E costanza. E discrezione. 
Anche se persino piccoli regali come i medaglioni possono rivelarsi sconvolgenti e non del tutto innocui.


Era un periodo dannatamente sfortunato al tavolo da gioco, non c'era verso di portare a casa una serata vincente. I debiti si accumulavano come scorte di veleno racchiuse in ampolle di vetro, sul punto di frantumarsi e spargere il loro letale contenuto.

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