Pensieri su "Fuga d'amore" di Tracy Rees
Londra, 1897. È l’anno del Giubileo di Diamante e Rowena, ereditiera della ricchissima famiglia dei Blythe, si chiede cosa vuole davvero dalla vita. Sposarsi, come la sua migliore amica Verity, e concentrarsi su un futuro di balli e ricevimenti? Di certo non rimanere sola come Olive Westallen che, pur facoltosa come lei, ha adottato una bambina senza avere marito e si è anche messa a lavorare nella fondazione che porta il suo nome. Ma quando i genitori di Rowena commissionano un ritratto della figlia in grado di attrarre i pretendenti giusti, tutto cambia. Perché a posarsi sulla ragazza è lo sguardo del fascinoso Bartek: lo straniero, biondo e bohémien Bartek. Peccato che l’uomo altri non sia che l’assistente del famoso pittore ingaggiato per il ritratto. Bartek può prometterle una vita romantica, sì, ma poverissima. O forse Rowena in fondo vorrebbe solo smettere di annoiarsi e soffre della sindrome della gabbia dorata…
Ormai da sette anni cameriera in casa Blythe, Pansy Tilney, al contrario di Bartek, disprezza Rowena sopra ogni cosa. La signorina Blythe è viziata e arrogante e dà per scontata ogni comodità della sua vita soave, che in realtà sono Pansy e quelle come lei a offrire ai padroni ogni giorno. Tutto sommato, Rowena si merita quello che le accade quando scappa con Bartek in una scandalosa fuga d’amore: ripudiata dalla famiglia, nessuno in società vorrà più accoglierla, nemmeno riconoscere la sua esistenza. Nessuno tranne la famigerata Olive Westallen. E, forse, proprio Pansy.
di Tracy Rees
Editore: Neri Pozza
Pagine 463
Uscita: 6 agosto 2024
La distanza sociale che li separava era troppa
e lei aveva un innato senso di autoconservazione.
Avevo proprio bisogno di un romanzo ambientato nell'Inghilterra Vittoriana, ben scritto e che mi lasciasse emozioni positive (tra l'altro, l'autrice è la stessa di CASA SILVERMOOR, anch'esso molto bello http://www.sognipensieriparole.com/2026/02/pensieri-su-casa-silvermoor-di-tracy.html ).
Pur non essendo strettamente un romanzo d'amore, lo consiglio a chi ama la narrativa storica femminile perché la trama segue i destini di tre donne, assai diverse tra loro ma ugualmente incisive: Olive, Pansy e Rowena.
Olive e Rowena sono rappresentanti della borghesia altolocata di provincia, ma se Olive ha quasi trent'anni, è stata cresciuta come unica figlia indipendente e autonoma, e ha creato essa stessa una fondazione sociale che gestisce in prima persona, la ventitreenne Rowena è stata allevata come futura moglie-trofeo, un gioiello immacolato su cui i genitori contano per ottenere ulteriore prestigio, ammirazione e alleanze familiari.
Pansy è invece una delle tante domestiche nella casa di Rowena, invisibile, frustrata, stremata da sette anni in quella magione opprimente soltanto per amore di John, valletto buono, ma ingenuamente infatuato della bellissima ereditiera.
Tutte vivono una fase di incertezza e soddisfazione: Olive, che ha adottato una bambina da single, non sa se accettare una proposta di matrimonio e rassegnarsi ad avere un marito a cui sottomettersi, Pansy pensa di avere talento e di meritare di più di fare la cameriera a vita, mentre, Rowena, infine, dopo anni passati sul piedistallo, sempre in posa per volere degli altri, vorrebbe concedersi un momento di impulso sentimentale e libertà.
«No, Pansy. Ci sono diversi tipi di felicità. C'è la felicita della famiglia, e tu hai la fortuna di conoscerla. C'è la felicità dell'amore coniugale, e io l'ho persa, però averla avuta è stata una benedizione. Tu ti stai aggrappando disperatamente alla speranza di averla con John, ma non puoi. Devi trovare il terzo tipo di felicità, la felicità esclusivamente tua, la felicità di sapere chi sei e perché sei a questo mondo e cosa ti entusiasma, cosa ti spinge ad andare avanti».
In effetti, proprio l'imprevista fuga d'amore del titolo metterà a soqquadro il tranquillo, quasi statico, procedere dell'esistenza delle tre donne, ma anche di tutto il piccolo mondo, rigidamente selettivo e chiuso, che le circonda.
Mentre si avvicinano i festeggiamenti per il giubileo della Regina, giorni di caos e trambusto si abbattono sui vari personaggi, tra scandali, pettegolezzi, rifiuti e acredine, perdono e comprensione, ipocrisia smascherata e grinta femminile che, almeno per una volta, prova a farsi strada, con timida esitazione, ma costante erosione, nell'ottusità di una società maschilista e conservatrice.
Una specie di rivoluzione gentile che, certamente, non è in grado di cambiare il mondo, ma almeno potrà offrire qualche sprazzo in più di felicità.
È ciò che provo. E ciò che prova ogni donna, sospetto.
Purtroppo insegnano che non dobbiamo parlare.


























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