Pensieri su "Nella trappola del duca" di Anne Barton



Londra, 1815 – Sarta nel negozio più esclusivo di Londra, Miss Anabelle Honeycote viene a conoscenza dei piccanti segreti del ton e – occasionalmente – li usa a suo vantaggio. Non è certo fiera di simili azioni, ma la riluttante ricattatrice è alla disperata ricerca di denaro per aiutare la sua famiglia, in grave difficoltà. Per tenersi al riparo da misfatti più gravi, Anabelle ha stabilito alcune regole a cui si attiene scrupolosamente, fino a quando commette un errore fatale: ricatta l’uomo sbagliato.

Titolo: Nella Trappola del Duca
Autrice: Anne Barton
Original title: When She Was Wicked
Serie: Honeycote (#1)
Editore: HarperCollins Italia
Uscita: Maggio 2017



Tra gli effetti pratici di aver lavorato e compilato il mio Historical Romance Journal c'è quello di essermi imbattuta in autrici non ancora lette e di aver poi scoperto che avevo qualche volume lasciato a decantare in libreria.
Detto fatto, vi avviso che prossimamente vi porterò a scoprire letture vintage, magari in attesa di ristampa (oramai accade sempre più spesso).

Ebbene, dopo la prima esperienza con quest'autrice, posso dire che il mio giudizio resta nella media.
In breve: una ragazza povera che si mantiene a malapena come sarta (con pure sorella e madre malata da mantenere) ha l'ideona di ascoltare i gossip dei clienti in bottega e tentare poi di ricattare i nobili, minacciando di creare scandali pruriginosi. Ma è un'imbranata della peggior specie e viene beccata, anche se riceve dalla vittima una controproposta generosa.

In realtà, da un punto di vista cinico l'offerta mi è parsa più simil lupo cattivo (viene a ricamare a casa mia, che pago tutto) che non così di buon cuore. 
Il rischio di costruire un rapporto non equilibrato, dove il duca è datore di lavoro, diretto benefattore della famiglia, potenziale denunciante del crimine, ed è al contempo anche colui che prende l'iniziativa per sedurre la domestica, è sempre latente.
Oltretutto, se si considera che Owen s'incarica di introdurla ai giochi erotici, insegnandole a essere "donna" pur ammettendo di non poterla sposare, l'abuso di potere è davvero dietro l'angolo.

Per risolvere la situazione, la Barton si inventa che lui è bellissimo, dolcissimo e con un animo da santo, ma così aumenta solo il sospetto sulla credibilità della storia: e se fosse stato più vecchio, con la panza e con l'alito cattivo, Anabelle sarebbe stata così lieta di farsi intruppare nella stanzetta del cucito?

Insomma, il duca non mi è piaciuto dall'inizio alla fine, sempre tollerato con fastidio.
Quando poi cambia proposito e cede alla proposta "seria", dopo aver scoperto che Belle è nipote decaduta di un signorotto (quindi con qualche goccia di sangue nobile a salvarla), lo avrei fatto travolgere da una carrozza come gran finale romantico...

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