Pensieri su "L'impero dell'alba" di Jay Kristoff


Gabriel de León ha perso la famille, la fede e l’ultima speranza di veder finire la notte eterna: Dior, il Santo Graal. Gli rimane solo un desiderio: vendicarsi. Così, assieme a un gruppo di fratelli leali, si avventura ad Augustin, cuore dell’impero dilaniato dalla guerra, per reclamare la vita del Re Sempiterno.

All’insaputa dell’ultimo Santo d’argento, però, Dior è ancora viva, e si sta dirigendo verso Augustin, la capitale assediata, nella fragile speranza di porre fine per sempre al sine die. Ma un tradimento mortale la attende nelle stanze del potere, e le legioni del Re Sempiterno marciano sempre più vicine. Gabriel e il Graal saranno trascinati nella battaglia finale che segnerà il destino stesso dell’impero. Mentre il sole tramonta per quella che potrebbe essere l’ultima volta, non potranno fidarsi di nessuno.
Nemmeno l’uno dell’altra.


Titolo: L'impero dell'alba
Autore: Jay Kristoff
Editore: Mondadori
Pagine 852
Uscita: 25 novembre 2011

La serie: EMPIRE OF THE VAMPIRE
1) L'impero del vampiro
2) L'impero dei dannati
3) L'impero dell'alba





Il buio ha i denti.

Mi sono accorta di aver letto questo libro a gennaio e mi ritrovo a recensirlo quasi due mesi dopo.
In realtà, appena terminato ero così piena di appunti e cose da dire che ho preferito far scemare l'eccesso di emozioni e ragionare un po' a menta fredda.

Questo terzo volume conclusivo della trilogia a tema vampiri di Kristoff è ovviamente promosso e mi ha fatto trascorrere un bel po' di serate carica di tensione per l'ultima parte del viaggio di Gabriel e dei suoi compagni finalizzata a spezzare la maledizione del Sine Die, un buio eterno e un sole che non vuole tornare a risplendere.
Tuttavia, è anche quello che mi ha lasciata meno appagata rispetto al resto della saga.

Senza addentrarmi nella trama, impresa non affrontabile a fronte di tre tomi così consistenti, mi limiterò a dire che i filoni narrativi proseguono perfettamente, grazie alla particolare struttura adottata dall'autore a scatole cinesi; Gabriel, ex-Santo d'Argento, ex miglior combattente dell'impero e grande delusione del proprio Ordine, sta raccontando la propria vita a uno storico succhiasangue, dopo essere stato imprigionato nel castello della stirpe Chastain.
Quindi noi conosciamo il Gabriel del passato visto dal Gabriel del presente, mentre al contempo nelle segrete del medesimo castello anche la sorella di Gabriel, Celene, racconta a sua volta gli spezzoni che solo lei può conoscere. E il racconto a più voci si dipana verso Augustin, verso la grande campagna di conquista del Re Sempiterno, verso la riapparizione di Dior, verso nuove epiche battaglie, e ancora perdite, e ancora scene appassionanti e strazianti.

E quando giunge il gran finale, il giorno della condanna di Gabriel, arriva quella pagina che ti travolge e ti fa stare a bocca aperta, perché la rivelazione non te la saresti aspettata.
Valeva la pena correre per migliaia di pagine per arrivare a questo momento? Assolutamente sì. Kristoff si è rivelato un gran maestro anche stavolta.

Magnifico giocattolo in tre parti, con una struttura narrativa a matrioska.
Tutto perfetto, dunque. Non del tutto.
In realtà, per me era 5 stelle piene sino al penultimo capitolo. Le ultime sette pagine, però, mi hanno lasciato confusa; avrei voluto più risposte, più informazioni post gran finale.
Ok, Gabriel non è mai stato il più sincero narratore del mondo, ma una cortesia per il lettore? Dopo migliaia di pagine in cui hai convissuto con tutta la famille non è accettabile essere congedati con sette pagine di finalino veloce e abbastanza ambiguo. Così. Non. Vale.

PS. Edizione cartacea spettacolare per le illustrazioni; parecchi refusi non perdonabili visto il livello del volume.

«Non rimpiangere nemmeno un giorno. I peggiori ci insegnano lezioni. I migliori ci donano ricordi. Ma tutti quanti sono sacri. E questo è il più importante della tua vita. Fallo contare."

Nessun commento:

Powered by Blogger.