Pensieri su "The Jasad Heir" di Sara Hashem
"Dieci anni fa, il Jasad fu dato alle fiamme. La sua magia fu bandita. La famiglia reale assassinata. O almeno, questo è ciò che Sylvia vuole che la gente creda. L’Erede del Jasad è in realtà scampata al massacro e intende rimanere nascosta, soprattutto dall’esercito del Nizahl, che continua a dare la caccia al suo popolo.
Ma un momento di rabbia cambia tutto. Quando Arin, l’Erede del Nizahl, insegue un gruppo di ribelli jasadi nel suo villaggio, Sylvia rivela accidentalmente la sua magia e cattura così l’attenzione. Ora l’Erede del Jasad, che tutti credono morta, è costretta a fare un patto con il suo più grande aiutarlo a cacciare i ribelli in cambio della vita.
È l’inizio di un gioco mortale. Sylvia non può permettere che Arin scopra la sua vera identità, anche se l’odio tra i due Eredi comincia a trasformarsi in qualcosa di diverso. E mentre tutto cambia intorno a loro, Sylvia dovrà scegliere tra la vita che vuole e quella che ha abbandonato. "
The Jasad Heir
Sara Hashem
Serie: The Scorched Throne #1
Editore: Il Castoro Off
Pagine 552
Uscita: 15 ottobre 2024
Quando scegli le persone per cui sei disposta a lottare, scegli chi sei.
Prima di iniziare il volume ho atteso che la dilogia fosse completa, in modo da non dover diluire nel tempo troppi dettagli e colpi di scena.
In effetti, non è stato amore a prima vista; per quanto avvertita, ho trovato l'inizio lento e un po' esasperante.
Ammetto che stavo addirittura per mollare la lettura, di fronte all'ennesima protagonista prescelta con le solite caratteristiche: di nobili natali, in incognito e perseguitata, e che, ovviamente, viene selezionata (vedi la coincidenza) per fare la campionessa di un torneo simil Hunger Games, senza che si sappia che lei possiede il "Potere" (non un potere a caso, ma pure il più devastante di tutti).
La prima sensazione è stata di profondo fastidio. Ma cosa dovrebbero dire gli altri poveracci coinvolti nella competizione? E lei pure si dispiace, è costretta a superare le sfide a malincuore (ragazzi, so di vincere facile, ma io sono la Protagonista - suberbella/supertosta/amata dal nemico - che volete di più?).
Poi, complice il fatto che si chiama Sylvia (debolezza mia), e complice il fatto che c'è una sostanziosa parte mitologica, con leggende, divinità e mostri, più un viaggio tra casati e intrighi politici, mi sono appassionata sul serio.
In aggiunta (elemento non scontato nei fantasy di maggior successo di oggi), c'è una trama romance (con l'eroe dai capelli bianco ghiaccio: vabbè, l'autrice è giovane e l'imprescindibile villain con i capelli chiari simil Targaryen si è inchiodato nel nostro cuore...) che regge sulla tensione senza precipitare nelle deriva dell'amore torrido, istantaneo ed eterno.
Dunque, uno slow-burn vero e proprio, ma costruito bene. Quando i due si scambiano un'annusata, il lettore arriva quasi a festeggiare (ma finalmente!).
Dopo tanti viaggi e scoperte, il finale ci regala un punto di rottura narrativo prevedibile (visto che sapevamo da sempre che mancava un intero secondo volume), ma con un minimo di riscatto e carico di empowerment femminile gratificante.
Leggerò sicuramente il secondo volume; anzi, l'ho iniziato subito dopo aver chiuso questo.


























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