Pensieri su "Il trono di luce" di Raven Kennedy (Re Mida e la gabbia dorata #5)

 

Dopo la sua caduta nel vuoto e la dolorosa separazione da Slade, Auren affronta un percorso di scoperta di sé, accettando la sua identità come Lyäri Ulvêre, la "ragazza dorata", e il potere che ne deriva. Mentre Slade, consumato dal dolore e dalla sua stessa oscura trasformazione in "Rot", lotta per il suo regno e cerca disperatamente di ritrovarla, il mondo intorno a loro è sull'orlo del collasso. L'invasione dei fae minaccia di distruggere i regni umani, con figure come la regina Kaila che manipolano il caos a proprio vantaggio e Malina che combatte strenuamente per difendere Highbell con la sua magia del ghiaccio. Auren deve navigare tra le aspettative riposte su di lei dai ribelli Vulmin, il desiderio di ricongiungersi con Slade e il crescente richiamo del suo destino, che la vede al centro di un conflitto epocale. Tra alleanze precarie, battaglie brutali e la potente connessione magica (Päyur) che la lega a Slade, Auren dovrà trovare la forza di diventare la luce nella crescente oscurità, lottando non solo per l'amore e la sopravvivenza, ma per il futuro di interi mondi minacciati dalla tirannia e dalla distruzione.

Titolo: Il trono di luce
Autrice: Raven Kennedy
Editore: Armenia
Pagine 636
Uscita: 3 febbraio 2026



La serie "Re Mida e la gabbia dorata" (The Plated Prisoner Series):
1) GILD - LA PRIGIONIERA D'ORO
http://www.sognipensieriparole.com/2026/06/pensieri-su-la-prigioniera-doro-di.html
2) GLINT - LA PREDA SCINTILLANTE
http://www.sognipensieriparole.com/2026/07/pensieri-su-la-preda-scintillante-di.html
3) GLEAM - IL BAGLIORE DELLA VENDETTA
http://www.sognipensieriparole.com/2026/07/pensieri-su-il-bagliore-della-vendetta.html
4) GLOW - L'AUREA FENICE

5) GOLD - IL TRONO DI LUCE

6) GOLDFINCH



Dopo un quarto volume fiacco, questo non è soltanto ripetitivo e allungato, ma inutile a livello narrativo in modo quasi frustrante. L'impressione è che dopo la chiusura della prima trilogia, e la scomparsa di un malvagio notevole, ci fossero oramai pochi filoni da sviluppare. 

Perciò, che facciamo? Creiamo nuovi cattivi e cattive, separiamo la coppia principale (di nuovo!), rendiamo Slade un po' psico-innamorato folle che fa cose, distrugge e marcisce, mentre Auren sembra oramai la fata madrina che vuol portare amore, bontà e oro a tutti (anche se reca disgrazie e sfiga in ogni casa in cui entra). E, siccome non sono state ancora raggiunte le seicento pagine previste in contratto aggiungiamoci storie d'amore minori a corredo.

In pratica, ecco come passare dalla caduta di Auren nel Settimo Regno al gran finale: la facciamo andare in giro per tutta Annwynn, inseguita dalle fate cattive e incapace di aiutare davvero le fate buone, perché i suoi poteri non le rispondono nel modo giusto (la Kennedy non sa decidersi ad attribuire dei poteri magici e a farli controllare una volta per tutte...).

Se i due protagonisti principali restano separati (se non altro, ciò comprime le frenesie erotiche precedenti), ci dobbiamo sciroppare ben due storie d'amore aggiuntive di cui non sentivamo il bisogno: al posto di Osrik e Rissa, avrei preferito più spazio per Lu, o per il fratello di Rip, o per Judd (o per chiunque altro: Rissa e Poppy mi hanno innervosito dall'inizio e non avrei recriminato se fossero semplicemente sparite dalla trama); e non voglio commentare più del dovuto la presenza sempre più in crescita di Malina, nonché la trasformazione ingiustificabile in "eroe" di un sicario truce (ma ci siamo dimenticati del povero ragazzo-sella sacrificato in precedenza? Qualsiasi lettore attento ai dettagli è rimasto praticamente basito da questo voltafaccia).

Sul finale ci sono tutte le pedine in gioco: nemici in Orea, nemici in Annwynn, una guerra di conquista alle porte. Ma ci si arriva sfiniti, non impazienti e curiosi. Ho aggiunto "L'Aurora del destino" nella mia wishlist, ma ho perso per strada una buona dose di entusiasmo.

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