Pensieri su "L'aurea fenice" di Raven Kennedy (Re Mida e la gabbia dorata #4)

 
Re Mida è morto. Le sue dorate bugie si sono sgretolate, portando alla luce la verità. Ora tocca ad Auren risorgere e riprendere in mano la sua vita. Per tutta la sua esistenza è stata solo uno strumento, un mero oggetto dorato per i capricci del re. Ma con la morte di quest’ultimo, le catene si sono spezzate. Come una fenice, Auren deve trovare il coraggio di rinascere dalle sue ceneri e saggiare la forza del suo potere. Il mondo, però, non intende lasciarla libera. I sovrani dei regni vicini si coalizzano contro di lei, ma al suo fianco c’è Slade Ravinger, un re tetro e spietato che farebbe di tutto per proteggerla. Insieme, combatteranno e uccideranno. E se questo li renderà i cattivi della storia, poco importa. Perché Auren non sarà mai più prigioniera.

Titolo: L'aurea fenice
Autrice: Raven Kennedy
Editore: Armenia
Pagine 656
Uscita: 12 marzo 2025



La serie "Re Mida e la gabbia dorata" (The Plated Prisoner Series):

1) GILD - LA PRIGIONIERA D'ORO
http://www.sognipensieriparole.com/2026/06/pensieri-su-la-prigioniera-doro-di.html
2) GLINT - LA PREDA SCINTILLANTE
http://www.sognipensieriparole.com/2026/07/pensieri-su-la-preda-scintillante-di.html
3) GLEAM - IL BAGLIORE DELLA VENDETTA
http://www.sognipensieriparole.com/2026/07/pensieri-su-il-bagliore-della-vendetta.html
4) GLOW - L'AUREA FENICE

5) GOLD - IL TRONO DI LUCE

6) GOLDFINCH



«Abbiamo tutti un po’ di marcio dentro di noi, e non lo cambierei per nulla al mondo. 
È così che siamo sopravvissuti».


Giusto alla fine del terzo volume, mi chiedevo come sarebbe proseguita la serie, dopo aver perso il malvagio per eccellenza.
In effetti, il problema di perdere un elemento che ha funzionato sinora come perno della trama, è quello di scovare ulteriori forti che consentano di evitare un lieto fine troppo rapido.
Purtroppo, la soluzione escogitata dall'autrice è stata quella di bloccare i vari personaggi in un ambiente statico e far passare un terzo di libro in infiniti dialoghi di rimorso e rammarico, oltre a farci conoscere pov alternativi rispetto ai protagonisti.

Ne risulta un quarto volume piuttosto noioso, dove non accade nulla di eclatante, a parte i soliti discorsi lamentosi di Auren (ma non si era svegliata al secondo ed aveva acquisito consapevolezza definitiva dei propri poteri nel terzo?) e Slade (la fata che ha dato una nuova connotazione sexy al putridume e al compost che accumuliamo in giardino) compare in flashback rivelatori del suo passato nel Settimo Regno, o in sudatissime scene spicy, oppure in scene in cui si acciglia perché qualcuno parla male del suo Cardellino.

Ora, capisco che siano sei volumi e che ci debbano essere più filoni narrativi, ma quando i capitoli dedicati ai personaggi minori finiscono per risultare più intriganti di quelli incentrati sulla protagonista, significa che c’è un problema di ritmo. O di mancanza di idee sostanziose.

Tra l’altro, in questa serie eravamo partiti benissimo per l’aspetto dark fantasy, ma se una coppia risolve ogni minimo problema con la frenesia d’accoppiamento e la parte epic si riduce a "oh, oh, andiamo a volare sui draghi", la bellezza iniziale s'è persa da qualche parte nella neve del Quinto Regno.
Seriamente, ci sono duecento pagine di troppo e con concetti ripetuti in modo inutile. 
L'escamotage finale per giustificare il quarto volume non ci salva dal precipitare in uno sviluppo con poco mordente.

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