Pensieri su "Tu che avanzi nel buio della notte" di Virginia Dellamore
Nonostante la sua giovane età e la sua straordinaria bellezza, Elizabeth è una ragazza dai gusti semplici, ben diversi da quelli delle sue coetanee. Mentre le altre fanciulle sognano di lasciare la quiete della campagna e di trascorrere una Stagione indimenticabile, lei non ha alcuna intenzione di abbandonare il paesino del Derbyshire nel quale vive. Preferisce la pace dei boschi e lo splendore dei laghi allo sfarzo di Londra. La città non l’attrae e il matrimonio non le interessa. Finché, un giorno, incontra il ragazzo più affascinante che abbia mai visto: Lord Cecil Cavendish, l’erede del conte alle cui dipendenze lavora suo padre. Un partito apparentemente irraggiungibile per la figlia di un modesto servitore. Meno irraggiungibile si dimostra invece un altro ragazzo, Jem Black, un tipo rude da poco giunto al villaggio in cerca di lavoro e subito assunto come stalliere. Tanto Cecil è timido e gentile, quanto Jem è spavaldo e sgarbato. Tanto Cecil incarna l’idea del principe delle fiabe, quanto Jem sembra un pericoloso pirata. Sebbene così diversi fra loro, però, entrambi celano importanti segreti. Per chi batterà il cuore di Elizabeth? Chi sconvolgerà la sua giovinezza? A chi donerà il suo amore per sempre?
Una storia romantica e avventurosa, fra baci rubati, corse a cavallo, feste danzanti, misteri, rancori, rapimenti e vendette, e un sentimento sincero e profondo che neppure il tempo può cancellare.
Tu che avanzi nel buio della notte
Viriginia Dellamore
Editore: self
Pagine 539
Uscita: 12 marzo 2025
Tra tanti historical romance letti di recente, questo mi ha sicuramente colpito per la situazione di partenza della protagonista: finalmente non una ricca aristocratica infelice o una in ristrettezze che agogna Londra e i balli della Stagione.
Questa sorta di equilibrio bucolico viene disturbato dall'arrivo di ben due giovani, l'opposto l'uno dell'altro. Jem compare per caso, sotto le apparenze di un fuggitivo con un passato che ancora pesa sulle spalle; viene messo a fare lo stalliere, ma il rapporto che si instaura con la ragazza è un misto di diffidenza, inquietudine e attrazione inspiegabile.
Al contrario, Lord Cecil, l'erede del padrone, rasenta quasi la perfezione: bello, educato, timido fino a risultare algido; se all'inizio appare restio a fare amicizia, poi si rivela una bella persona.
Ed Elizabeth è talmente una di noi, che si comporta nel modo più ovvio: di fronte alla luce serena di Cecil, si lascia attrarre, come una falena, dal chiarore appannato di Jem, che brilla lontano nell'oscurità e che può bruciare.
Ci vorranno anni di passaggio, un cambiamento di luoghi e di destino perché il triangolo si ricomponga, e solo a Londra tutto acquisterà un senso.
Molto bella la prima parte e anche la seconda, tutto sommato, ha un suo bel perchè; per mio gusto, ho trovato abbastanza netta la frattura tra le due parti: i mutamenti vengono spiegati, però mi ci è voluto qualche attimo per orientarmi.
Nel complesso, una lettura appagante e, come già detto, molto originale.
La scrittura della Dellamore non ha bisogno di presentazioni, sembra nata per scrivere di certe ambientazioni inglesi.


























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