Pensieri su "Our Infinite Fates" di Laura Steven

 

Evelyn si ricorda di tutte le sue vite passate. E ricorda anche che in ognuna di esse è stata uccisa prima del suo diciottesimo compleanno, sempre dalla stessa persona: Arden. Evelyn è però molto affezionata alla vita in cui si trova adesso e, cosa più importante, la sua sorellina malata ha bisogno di lei per sopravvivere: solo una volta compiuti diciotto anni, potrà donarle il midollo osseo che le serve.
Evelyn è disposta a tutto pur di sopravvivere ancora qualche giorno e salvare sua sorella. Deve solo seguire tre semplici regole:
1. Trovare Arden, il nemico secolare che le dà la caccia in ogni vita;
2. Capire esattamente perché le dà la caccia;
3. Fare di tutto per non innamorarsi di lui... Ancora.

Our Infinite Fates
di Laura Steven
Editore: Rizzoli
Pagine 368
Uscita: 4 marzo 2025



«Se l'eroe è qualcuno che rinuncia all'amore per salvare il mondo, allora il cattivo è il contrario.
Qualcuno che rinuncia al mondo per salvare l'amore.» 


Ho scoperto la Steven con Silver Cloak e scrive davvero bene; anche durante la lettura di questo suo romanzo autoconclusivo mi sono annotata frasi e descrizioni intense. 
Tuttavia, il risultato finale, a mio avviso, è stato molto più modesto.

Preciso che il mio non è un giudizio insufficiente, ma medio; diciamo che le aspettative di partenza non sono state rispettate, soprattutto nella seconda parte.
La storia parte bene: troviamo Evelyn, quasi diciottenne, nel nostro presente, in attesa di poter affrontare l'intervento per la donazione di midollo che permetterà alla (adorabile) sorella minore di sopravvivere. Tuttavia, la data del suo compleanno non è solo una data simbolica: da secoli e secoli, lei sa che entro quel giorno sarà uccisa. I suoi ricordi sono infatti saldamente ancorati a visioni della sua morte, in tempi e circostanze diverse, sempre per causa dello stesso ragazzo, Arden.
Si sono chiamati con nomi differenti, ogni volta hanno vissuto esistenze particolari, sono stati in corpi di ogni tipo, ma si sono sempre incontrati, talvolta amati, talvolta conosciuti e subito separati, e soltanto Arden sembra conoscere la ragione originaria del ciclo interminabile di vita e distruzione.
Pur avendo ricordi frammenti, stavolta Evelyn è ben decisa a interrompere la maledizione che li lega, oppure soltanto superare la data fatidica.

In generale, si tratta di una storia ricca di vibes malinconiche, molto affini a La vita invisibile di Addie La Rue della Schwab, tra fatalismo e rassegnazione, che però mi mi è parsa anche molto trattenuta: i capitoli sono brevi, le descrizioni storiche sono vivide ma quasi abbozzate, i personaggi non riescono a farsi conoscere veramente, tra incertezza e dolore.

Avrei voluto percepire di più la base un amore che è praticamente millenario: il momento in cui arrivano le rivelazioni è quasi un soffio, non riesci neanche ad afferrare bene tutti i dettagli, e io non amo le spiegazioni sbrigative, lasciate in forma di suggestione.
Ammetto di non essere sicura di aver capito neppure il finale aperto…

Nota: L'edizione cartacea è davvero curata a livello grafico ed è uno di quei casi in cui, da sola, riesce a non farmi sentire pentita dell'acquisto.

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